Il criminale di guerra serbo Milan Lukic ha chiesto la revisione del processo che lo ha visto condannato all’ergastolo , riporta Balkan Insight.

Il Tribunale ONU per l’ex Jugoslavia aveva emesso contro Lukic una pena a vita per crimini contro l’umanità in Bosnia. Ma lui ha chiesto alla corte d’appello di rivedere la condanna. La corte a sua volta ha comunicato che un gruppo di cinque giudici sta valutando la richiesta.

Lukic era stato condannato in via definitiva nel 2012 per aver commesso dei crimini a Visegrad, nella Bosnia orientale. Era il comandante dell’unità paramilitare White Eagles. Fu il responsabile di due dei più noti massacri durante la guerra in Bosnia e a quello di Visegrad nel giugno del 1992. Su ordine di Lukic vennero bruciati vivi 120 tra donne, bambini e anziani nel quartiere di Bikavac e in via Pionirska.

Dal 2014 il criminale serbo scontava la pena in Estonia. Ma lo scorso dicembre, la Bosnia ha indicato Lukic come responsabile di ulteriori crimini. Secondo l’accusa, nel febbraio 1993 venti passeggeri bosgnacchi sono stati prelevati e uccisi da combattenti serbi intorno alla stazione di Strpci.

Lukic ha rifiutato questa sentenza dopo aver ricevuto i documenti in Estonia direttamente dal tribunale di Stato bosniaco. Milan Lukic non è il primo criminale di guerra serbo a fare appello dopo una sentenza, per revisione della propria condanna. Lo ha fatto di recente anche Ratko Mladic, il comandante serbo conosciuto anche come il “boia dei Balcani”.