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Il governo deve vietare rapidamente bitcoin e altre criptovalute, scrive il direttore CPB Pieter Hasekamp in un saggio sul Financieele Dagblad. Un crash della criptovaluta è inevitabile, dice. Ecco perché i Paesi Bassi devono intervenire.

“Per gli investitori e i governi: l’ultimo a muoversi è il perdente. I Paesi Bassi devono vietare i bitcoin”, scrive Hasekamp sul giornale. Il CPB è un organo consultivo del governo. Hasekamp è direttore da marzo 2020.

L’esponente CPB non teme  che un divieto, come il traffico di droga, sia destinato a fallire: Secondo lui, uno stop simile porterebbe a una diminuzione di valore e potrebbe preannunciare la fine delle criptovalute. “Dopo tutto, il prodotto in sé non ha valore intrinseco e trae il suo fascino solo dall’accettazione da parte degli altri”.

Secondo lui, il passo finale è il divieto totale di produzione, commercio e possesso di criptovalute. Un obiettivo difficile da realizzare. Il ministro delle finanze Hoekstra ha già respinto il divieto di criptovalute nel 2018.