The Netherlands, an outsider's view.

The Netherlands, an outsider's view.

NL

Covid, per Rutte è ora di invertire la rotta

Il crescente numero di casi di coronavirus, specialmente nelle città della zona di Randstad, è preoccupante: così ha detto il Primo Ministro Mark Rutte giovedì, durante il secondo giorno di dibattito parlamentare sul bilancio preventivo per il 2021. “Adesso è il momento di cambiare la rotta. Dobbiamo invertire questa tendenza”, ha concluso Rutte. 

Il ministro della Salute Pubblica, Hugo de Jonge, ha mandato una lettera al parlamento, confermando che, solo mercoledì, 1546 persone sono risultate positive al Covid-19. Il tasso di contagio è attualmente dell’1.38, ciò significa che ogni paziente malato di Covid-19 infetta – in media – altre 1.38 persone. “Se non cambiamo questa situazione, i numeri di infezioni di coronavirus si duplicheranno in almeno una settimana,” scrive De Jonge. I numeri delle ospedalizzazioni legate al virus e dei ricoveri in terapia intensiva stanno crescendo, ma entrambe sono ancora molto al di sotto dei livelli che si registravano all’inizio della crisi, continua De Jonge.

Il ministro della Salute sottolinea anche come i giovani siano relativamente tanti tra i nuovi infetti. Parla anche di come ora, dopo la “situazione domestica” e le infezioni prevalentemente tra familiari, il settore alberghiero e di ristorazione stia diventando la maggiore fonte di contagio.

Venerdì, il governo annuncerà nuove misure nella battaglia contro la pandemia. “Stiamo lavorando basandoci sul principio secondo cui le misure adottate debbano essere proporzionate. Volontarie, se possibile, e obbligatorie quando necessario,” ha affermato Rutte giovedì, in parlamento. De Jonge ha aggiunto che sono alla ricerca di misure che abbiano “un massimo effetto sul virus, ma un minimo impatto sulla società”. 

La leader del Partito Socialista, Lilian Marijnissen, e il leader del Partito del Lavoro, Lodewijk Asscher, si dicono stupefatti dalla nuova crescita nei contagi e dal fatto che la quantità dei test disponibili non sia ancora ottimale, riporta NU.nl. “Il Consiglio dei Ministri non può più permettersi di ritrovarsi spiazzato” dice Marijnissen. Continua spiegando che è comprensibile che il governo si sia trovato in difficoltà all’inizio della crisi, ma che si aspettava che fosse più preparato sei mesi dopo: “ormai sapevamo di aver bisogno di più test. Sapevamo che erano necessari più laboratori.”

Asscher pensa che “il Consiglio sta perdendo di vista il virus, o forse l’ha già perso.” Secondo lui, gli attuali appelli del governo, che chiede ai cittadini di non testarsi se non hanno sintomi evidenti, sono solamente un modo di mascherare il fallimento nell’aumentare la quantità dei test disponibili. Asscher teme che la seconda ondata porterà a un secondo lockdown, e quindi anche a tutte le conseguenze economiche che ciò comporta. “Il piano di bilancio può anche essere buttato via se il Consiglio fallisce nel prevenire una seconda ondata.”

Anche i Democratici 66, partito di coalizione, si dicono sorpresi dai pochi sforzi per alzare la quantità dei test. “Il miglior pacchetto di sostegno economico sarebbe prevenire una seconda ondata,” dice il leader di partito Rob Jetten. “Gli altri paesi sono riusciti a effettuare più test e a migliorare la capacità dei loro laboratori in tempo.”