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Covid, la capacità di testare a marzo e aprile era alta ma non è stata sfruttata

Pic source: Pixabay

Nei primi due mesi della pandemia, i laboratori di analisi avevano molti più test disponibili rispetto a quanti ne sono stati usati. Questo contrasta con le continue dichiarazioni del governo sull’impossibilità di testare a causa della mancanza di materiali. Se fossero stati fatti più test, si sarebbero potute salvare più vite, hanno detto i partecipanti al programma televisivo Nieuwsuur.

Nieuwsuur ha chiesto ai 55 laboratori approvati dall’istituto per la sanità RIVM di verificare la loro capacità a marzo e aprile. Più di 30 hanno fornito i dati, che mostrano che a marzo è stata utilizzata solo la metà dei test disponibili. Ad aprile appena il 30%.

Alcuni laboratori non se lo spiegano. “Ho sempre pensato: usateci adesso! Siamo disponibili, abbiamo una rete di 200 sedi, possiamo visitare le persone a casa e i pazienti più vulnerabili”, ha riferito Esther Talboom, direttrice del laboratorio Saltro di Utrecht.

A Jeroen Bos, del laboratorio Star-shl di Rotterdam, è venuto il “mal di stomaco” guardando le conferenze stampa in cui si diceva che non c’era abbastanza materiale. “Avremmo potuto fare più del doppio dei test”, ha riferito.

Gli amministratori delle aziende sanitarie per mesi non hanno capito perché non si potesse testare più personale. Peter Hoppener è il presidente dell’organizzazione Vivent, che gestisce delle case di cura nel Brabante Settentrionale. “Si sapeva anche che il coronavirus era nelle case di cura e nelle residenze sanitarie assistenziali”, ha detto al programma. Per Hoppener questa consapevolezza e il non aver testato su larga scala il personale sono scandalosi. Spesso non era chiaro se in un reparto o in una casa di cura ci fossero degli infetti. In questo modo un intero reparto poteva essere contagiato dal virus, il che ha causato molto stress agli operatori sanitari. “Più test avrebbero potuto prevenire i contagi nei nostri istituti, e quindi anche i decessi”. Hoppener alla fine ha acquistato i test per i suoi dipendenti direttamente da un laboratorio.

Il microbiologo Edwin Boel, che coordina la capacità di analisi nei Paesi Bassi in qualità di direttore della Landelijk Coördinatieteam Diagnostische Keten, ritiene che sia stata una scelta politica. Anche secondo Boel, si sarebbero potuti fare più test nelle case di riposo.

Il Ministro della Salute Hugo de Jonge ha risposto a Nieuwsuur dicendo che i test sono stati limitati a marzo a causa della grande incertezza sulla fornitura di materiali. Dire che si sarebbero potute salvare più vite facendo più test è una “conclusione troppo dura”, secondo De Jonge. “Lo si potrà valutare con calma solo quando sarà passato abbastanza tempo dalle ultime settimane”. Inoltre, ha detto il Ministro, l’Outbreak Management Team aveva consigliato di non fare troppi test, vista della scarsità di materiale.