Almeno 66 lavoratori in allevamenti di visoni e i loro familiari avrebbero contratto il Covid dagli animali, affermano gli scienziati in un’indagine sul corona in 16 allevamenti da pelliccia olandesi, iniziato a giugno. In un certo numero di casi, il virus avrebbe fatto il salto dal visone all’uomo, affermano gli scienziati in un articolo preliminare sul sito web scientifico biorxiv.org.

La ministra dell’agricoltura Carola Schouten ha affermato in precedenza che il rischio di trasmissione da animale a uomo non era grande, anche se due casi vennero confermati all’inizio della pandemia. Il team ha utilizzato il sequenziamento del genoma per tracciare la diffusione del virus tra visoni, gatti e esseri umani e ha scoperto che 66 persone e 11 gatti avevano tutti lo stesso codice genetico del virus contratto dai visoni. In un caso, hanno scoperto che il virus era stato introdotto nelle fattorie da un lavoratore infetto, ma nella maggior parte dei casi era difficile stabilire come si fosse diffuso.

Non sembra che i residenti dell’area degli allevamenti abbiano corso rischi particolari tuttavia, il virus si è diffuso così tanto tra i visoni che la virologa Marion Koopmans ha detto al Volkskrant di non escludere un legame tra la diffusione in Cina del Covid e il commercio di pellicce di visone. In pratica, l’anello mancante agli scienziati nel comprendere quali passaggi abbia effettuato il virus dai pipistrelli all’uomo potrebbe essere proprio il visone.

Infezioni di Covid diffuse negli allevamenti, sono state registrate anche in Danimarca, Spagna e Stati Uniti e la stessa circostanza è stata registrata in Cina. E nel frattempo, a proposito dell’elevato numero di visoni contagiati, spunta un altro dettaglio inquietante: la diffusione potrebbe essere non accidentale. Secondo i ricercatori, gli allevatori -pronti alla prossima dismissione della loro attività, sarebbero impegnati a favorire il contagio per intascare i risarcimenti. Il coronavirus è stato trovato in circa 50 dei 110 allevamenti di visoni del paese, portando all’abbattimento di circa due milioni di animali e una somma enorme di risarcimento.