Il Belgio potrebbe presto requisire hotel, dispiegare l’esercito e richiedere aiuti internazionali, se la pandemia continua a spingere il sistema sanitario nazionale sull’orlo del collasso, ha affermato un epidemiologo.

“Dovremmo diventare molto creativi per limitare il più possibile i danni ai nostri ospedali e case di curaha detto l’epidemiologo Pierre Van Damme, professore di medicina presso l’Università di Anversa. Van Damme, inoltre, ha precisato che potrebbero essere necessari aiuti da altri paesi.

Mercoledì, infatti, l’aumento delle infezioni da coronavirus e dei ricoveri ha superato i tentativi invani del governo di frenarli. L’epidemiologo lancia l’allarme, l’assistenza sanitaria potrebbe crollare “entro dieci giorni”. “Abbiamo un’ottima rete ospedaliera, ma se non rispondiamo in tempo continueremo a vedere le cifre aumentare” ha aggiunto.

I funzionari dell’istituto sanitario nazionale Sciensano hanno fatto eco agli avvertimenti dell’epidemiologo. Infatti il portavoce Steven van Gucht ha confermato le previsioni di Van Damme. Con le cifre che raddoppiano ogni otto giorni, i 2.000 letti in terapia intensiva del paese potrebbero essere pieno entro la prossima settimana.

Il virologo, inoltre, ha parlato della necessità di reinventarsi e creare nuovi spazi sanitari, anche attraverso la requisizione di proprietà. “Le persone che necessitano di meno cure ospedaliere potrebbero essere trasferite in un hotel, dove potrebbe essere allestiti degli ambulatori. È qualcosa che abbiamo già fatto a Marzo ed Aprile”.

Van Damme ha aggiunto anche il governo potrebbe schierare l’esercito per assistere il settore sanitario. Già durante la prima ondata, l’esercito aveva prestato ventilatori agli ospedali con pazienti critici.

A metà aprile aveva già avvertito che il Belgio avrebbe dovuto ancora raggiungere il picco. Ora si prospetta che l’assistenza internazionale potrebbe essere un’altra soluzione per far fronte alla crescente ondata. Potenziale fornitore potrebbe essere la Germania. “La volontà c’è e hanno abbastanza spazio, in quanto hanno la più grande concentrazione di letti in terapia intensiva per abitante” ha detto. Una mossa che anche l’Olanda ha già dovuto prendere in considerazione.

Con la chiusura di tutti i bar e caffè e limitando i contatti sociali, la Germania dal 2 novembre sarà di nuovo in un lockdown parziale. Un’azione anticipata, che secondo Van Damme avrebbe dovuto fare anche il Belgio.

“La differenza sta nel agire in tempo” afferma sulla differenza tra i due paesi. La Germania ha annunciato un light lockdown, in un momento in cui stanno registrando molto meno infezioni per 100.000 abitanti, rispetto al Belgio. Attraverso questa drastica limitazione dei contatti, il governo tedesco sta cercando di limitare il numero crescente di contaminazioni entro Natale”.