I bambini di età inferiore ai 5 anni che sono entrati in contatto con il Covid-19 hanno una carica virale tra le 10 e le 100 volte superiore degli adulti. È quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori di Chicago  e pubblicato sulla rivista JAMA Pediatrics.

Lo studio ha esaminato i campioni nasali prelevati da 145 pazienti a marzo e aprile: tutti manifestavano sintomi lievi o moderati di infezione da coronavirus, circa una settimana dopo il contagio.

I soggetti sono stati divisi in tre gruppi: 46 bambini di età inferiore ai 5 anni, 51 di età compresa tra i 5 e i 18 anni, e 48 adulti. I pazienti con sintomi più gravi e gli asintomatici sono stati esclusi. La carica virale rilevata nei tamponi dei bambini sotto i 5 anni era “statisticamente significativa”. Ciò significa che questa fascia della popolazione trasporta più facilmente il virus rispetto ai bambini più grandi e agli adulti, con una carica virale tra le 10 e le 100 volte superiore.

Come riportato da Le Soir, i risultati contraddicono l’idea sostenuta finora secondo cui i bambini sono meno inclini ad essere infettati, manifestano sintomi più lievi (o addirittura nessuno) e hanno meno probabilità di trasmettere il virus. Per queste ragioni i bambini di età inferiore ai 12 sono stati finora esonerati dall’uso obbligatorio della mascherina.

“Non possiamo affermare che i bambini non possono favorire la diffusione del virus”, ha dichiarato Taylor Heald-Sargent, a capo del team dei ricercatori della Northwestern University, al magazine Fortune.

Tuttavia, va sottolineato come lo studio abbia misurato solamente l’acido nucleico virale – l’equivalente del DNA nei virus – e non il virus infettivo. Altri studi hanno però mostrato che alti livelli di VNA sono correlati alla capacità di coltivare il Covid-19 e che i bambini con alte cariche virali sono più inclini a trasmettere l’infezione.

“Le abitudini comportamentali dei bambini piccoli e gli alloggi nelle scuole e negli asili nido destano preoccupazioni per i contagi di Covid-19 in questa fascia della popolazione man mano che le restrizioni sulla salute pubblica vengono allentate”, conclude il documento.