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Covid-19, Belgio: “Le nuove misure sono il risultato di un fallimento collettivo”

Il nuovo governo De Croo ha annunciato da poco le nuove misure di contenimento per combattere la diffusione del virus.

Gli indici di diffusione sono preoccupanti. Per questo, da lunedì entrano in vigore nuove misure di contenimento, tra cui la chiusura di tutti gli stabilimenti del settore Ho.Re.Ca., la riduzione della propria “bolla di contatti” a non più di una persona e l’obbligo di smart working, dove possibile.

Per analizzare queste nuove misure, l’epidemiologo Marius Gilbert e Bénédicte Delaere, esperta in malattie infettive dell’ospedale universitario UCLouvain a Namur, hanno partecipato alla trasmissione Question, in prima serata. Le risposte date dai due esperti sono un campanello di allarme.

La crescita rapida del virus

Non è chiara a tutti  la ragione di questi nuovi provvedimenti così severi. In realtà, è la rapidità di diffusione del virus che ha costretto le autorità ad arrivare a questo punto. “Ribadisco: abbiamo assistito ad un aumento estremamente rapido di casi; molti ospedali sono stati presi alla sprovvista dalla velocità con cui il numero dei pazienti è aumentato.

Se non si prendono ora delle misure rapide e su vasta scala, si rischia di fallire. Non sono facilmente accettabili, ma bisogna diminuire il numero di casi e si sa che le contaminazioni avvengono principalmente attraverso i contatti sociali” insiste Bénédicte Delaere.

La situazione è diversa da quella che abbiamo conosciuto a marzo e aprile, aggiunge. “ Ora la crescita è esponenziale e questo virus circola ovunque nel Paese. […] Un gran numero di ospedali riserva la metà dei posti letto in terapia intensiva ai pazienti Covid-19. […] Stiamo affrontando una situazione complessa”.

Queste misure dovevano essere attuate prima?

Di chi è la colpa? è una domanda che spesso ci si pone. Trovare un colpevole sarebbe semplice. A questa domanda, Marius Gilbert ha risposto, non senza un pizzico di amarezza: “Mi ricordo che proprio sette mesi fa mi trovavo sul vostro set, la sera che hanno annunciato la chiusura del settore Ho.Re.Ca. Non avrei mai immaginato di potermi trovare nello stesso posto, sette mesi dopo.

Stiamo assistendo ad un fallimento collettivo. Non siamo stati in grado di riuscire a realizzare un meccanismo sociale che ci impedisse di tornare alla stessa condizione sette mesi dopo. È una responsabilità collettiva e dobbiamo assumerla tutti”. E aggiunge: “I politici devono assumersi la responsabilità per una comunicazione che non è stata coerente.

Gli esperti, di cui faccio parte, devono farsi carico di prese di posizione contraddittorie, che non hanno aiutato. Va anche detto che alcuni esperti hanno creato confusione nelle ultime settimane, banalizzando la ripresa dell’epidemia. I cittadini, contenti di allentare la pressione, hanno approfittato delle misure – non del tutto chiare – per non preoccuparsi e non stare attenti.

Per questo ora tutti ci troviamo in una situazione di fallimento collettivo. Non sono qui a puntare il dito contro i cittadini, i politici, gli esperti o i giornalisti […] ma ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, in modo che questo non accada più”.

Le misure per il settore Ho.Re.Ca sono giustificate?

Riguardo la situazione sanitaria, i due esperti insistono sulla necessità di prendere provvedimenti. “La situazione negli ospedali si è chiaramente degradata in una settimana. […]. I cittadini devono responsabilizzarsi e rispettare le nuove misure anche all’interno dell’ambito familiare. La gente va sensibilizzata, I contatti limitati, non è solo il settore Ho.Re.Ca che è preso di mira” afferma Bénédicte Delaere.

“Siamo arrivati a prendere misure drastiche, su un settore in cui la trasmissione del virus non è facile da tutelare, poiché è differente dal settore, per esempio, dei traporti, dove si può imporre l’obbligo dell’uso della mascherina” spiega Marius Gilbert.

Per quanto riguarda il corpifuoco e la sua utilità, Marius Gilbert non sembra molto convinto “Non sono sicuro che questa sia la misura più efficace”. Il coprifuoco inizierà il prossimo lunedì e sarà applicato dalla mezzanotte alle 5 del mattino. Spiega che servirà a ridurre i contatti sociali, ma “la vita continua, per esempio, nel caso del settore culturale”.

Sia gli esperti che i politici hanno dipinto un quadro molto più tetro della situazione sanitaria, rispetto quella del periodo di lockdown a marzo e aprile: questo dipende sia dalla rapidità della diffusione del virus, sia dal fatto che l’intero territorio è stato colpito. “Non esistono altre soluzioni, bisogna limitare i contatti” ha insistito Bénédicte Delaere.

Da parte sua Marius Gilbert ha lanciato un appello a tutti : “bisogna mettersi subito all’opera, senza aggirare la situazione cercando di addossare le colpe agli altri. Non c’è altro modo per uscirne”.