The Netherlands, an outsider's view.

The Netherlands, an outsider's view.

CULTURE

Cos’è il papiamento? Si parla nei Paesi Bassi ed è figlio di tre continenti

di Chiara Canale

cover picture: Hans Rompel / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)CC BY-NC 2.0 

 

I Paesi Bassi dovrebbero comprendere che il multilinguismo è un vantaggio”, dice a 31mag Nihayra Leona, presidente della sezione Papiamento dell’associazione Levende Talen. “Non sono solo l’inglese, il francese o il tedesco a essere prestigiose e importanti per lo sviluppo di un individuo. Tutte le lingue lo sono”, continua.

L’Olanda, tra comunità immigrate e discendenti di cittadini delle ex colonie, non dovrebbe essere estranea al poliglottismo. Tuttavia, sembra non riconoscere l’importanza di tanti idiomi presenti nel suo territorio, come papiamento, arabo, amazigh o curdo. Un altro trattamento è riservato al frisone, parlato (da pochi) nel Nord del Paese, e riconosciuto come lingua ufficiale della regione Fryslân. Ma il papiamento non è una “lingua migrante”, è in tutto e per tutto un idioma autoctono nei Paesi Bassi, che porta i segni del passato coloniale e nel corredo cromosomico si porta dietro tante parole di olandese.

Nihayra Leona è psicologa e ricercatrice presso l’Università di Amsterdam; la sua lingua madre è il papiamento, che si parla principalmente nelle isole ABC (Aruba, Bonaire e Curaçao) e nell’Olanda continentale. “Non dare valore alla lingua di una persona significa non dare valore a una parte importante della sua identità”, afferma.

 

Ata’ki mi boka    Qui c’è la mia bocca
Narnishi riba dje    E sopra c’è il naso
Dos wowo pa mi mira,    Due occhi per guardare
Orea pa tende    Orecchie per ascoltare
Orea pa tende    Orecchie per ascoltare
Ata’ki mi dede    Qui c’è il mio dito
Ata’ki mi duim    Qui c’è il mio pollice
Tur hunte ta diez dede    Insieme fanno dieci dita
Tur hunte ta dos duim.    Insieme fanno due pollici

Ata’ki mi boka narnishi riba dje canzone in papiamento per bambini

 

Non si sa esattamente come sia nato il papiamento. “È una lingua creola nel senso che è il risultato del contatto tra persone che parlavano lingue diverse”, spiega Leona. Sembra aver avuto origine durante la tratta degli schiavi, nel XVII secolo. Le prime testimonianze della sua esistenza sono del Settecento e provano che già a quel tempo era parlato a tutti i livelli e da tutte le classi.

Tratta atlantica degli schiavi
author: Dorothy Schneider and Carl J. Schneider
source: wikimedia
licence: CC BY-SA 4.0

Come avveniva la tratta? Le persone schiavizzate in Paesi africani come Nigeria e Ghana venivano per portate sulle isole di Capo Verde. Qui gli schiavisti le raggruppavano e poi le trasportavano nei Caraibi, principalmente a Curaçao, dove avveniva la compravendita di schiavi. Il papiamento racchiude infatti molte parole di lingue africane (come il guene), arawak, francese, inglese e olandese. L’influenza più forte l’hanno avuta spagnolo e portoghese.

Questo non significa che il papiamento sia un pidgin, come può essere ad esempio il patwa giamaicano (che è una “varietà” di inglese): il papiamento è una lingua creola, con una sua grammatica e un suo vocabolario, spiega Leona. Per chi non ha familiarità gli idiomi creoli, un pidgin deve subire un certo sviluppo, e nel papiamento questo processo è molto avanzato.

Nei Paesi Bassi europei c’è chi lo parla come prima lingua, chi non l’ha mai sentito nominare e chi se ne occupa da ricercatore. Ci sono però anche coloro che lo prendono in prestito di tanto in tanto, forse anche inconsciamente. Certe parole, infatti, sono entrate a far parte di alcuni slang che mischiano l’olandese con altre lingue. Lo stesso succede con il turco, l’arabo e lo sranan tongo, la lingua più diffusa in Suriname.

Il papiamento lotta contro l’eredità coloniale

Leona è nata a Curaçao, nazione costitutiva del Regno dei Paesi Bassi, dove oggi l’80% della popolazione parla papiamento. L’isola di Curaçao, nella storia, è stata occupata da diversi colonizzatori europei: portoghesi, spagnoli, francesi, inglesi e olandesi. Sull’isola, la lingua usata nella formazione è stata per molto tempo l’olandese. Ancora oggi molti pensano sia più utile per le prospettive di studio e lavoro, spiega Leona. Molti studenti di Curaçao, infatti, si trasferiscono in Olanda per iscriversi all’Università. La convinzione, non solo nei Paesi Bassi continentali, ma anche nelle isole ABC, è che l’olandese sia più importante e più prestigioso. Nelle scuole superiori, ad esempio, fino al 2018 era proibito usare il papiamento e l’esame finale era solo in olandese.

Questo modo di pensare causa spesso attriti a Curaçao, tanto nella vita quotidiana quanto nei media. Le controversie avvengono spesso perché alcune persone, specialmente olandesi, si rifiutano di parlarlo.

 

 

“Secondo la mentalità coloniale, la tua lingua è migliore e più importante delle lingue minoritarie”, spiega Leona. In realtà il papiamento è in perfetta forma, ed è una delle tre lingue creole più sviluppate al mondo. “Non è a rischio di estinzione!”, afferma a 31mag la ricercatrice.

“Gli olandesi stanno diventando sempre più patriottici e la lingua è molto importante per loro, come d’altronde lo è per tutti”, dice Leona. C’è un’organizzazione chiamata Taal Unie, ad esempio, che vuole che le persone parlino olandese standard, dimenticando le varietà, spiega la ricercatrice. “Non tutti la pensano così, ma le politiche del governo hanno questo approccio”, continua.

L’integrazione sembra essere un tema molto importante nei Paesi Bassi, ma spesso ci si aspetta che le persone vengano assimilate, invece che integrate. Un esempio di questo approccio è un fatto riportato recentemente da Curaçao Chronicle: il Comitato di esperti della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie ha chiesto al governo olandese di riconoscere il papiamento come lingua ufficiale minoritaria. Non solo perché è parlato sulle isole, ma perché è presente nella parte europea dei Paesi Bassi dal XVIII secolo. Oggi, i parlanti nei Paesi Bassi continentali sono quasi tanti quanti quelli nei Caraibi. Per il momento, tuttavia, la risposta del governo olandese è stata “no”.

curacao map

Mappa di Curacao, author: alice, source: flickr, licence: CC BY-SA 2.0

Ma chi parla papiamento come prima lingua non demorde: la lotta per il pieno riconoscimento è ancora in corso. Dal 2007 a Bonaire e Curaçao è lingua ufficiale (ad Aruba lo è dal 1996). Nel 1986 è stato introdotto in tutte le scuole di Curaçao come materia obbligatoria e negli anni alcuni istituti l’hanno adottata come lingua di insegnamento. Questo per creare un ambiente di apprendimento più famigliare per gli studenti. A Curaçao, infatti, solo il 9.3% della popolazione usa l’olandese a casa.

Secondo Leona, è necessario parlare di più delle lingue minoritarie. “È il motivo per cui sono presidente della sezione papiamento a Levende Talen”. L’associazione è impegnata nella promozione e nello sviluppo dell’insegnamento delle lingue nei Paesi Bassi, dall’arabo al frisone alla lingua dei segni.

Come “appare” il papiamento? Ecco una ricetta:

Mula e speserijnan esta siboyo, tomati i promenton. Ta laba e karni mulá. Entretantu ta kaska e batata, korte na dou dou i lagé herebe bira moli. Ora e batata ta kla ta machiké i pone huntu ku e speserijnan mulá, e karni, sous pretu, konofló na puiru, nutmeg i e kuater webunan. Machika e meskla aki bon den otro pa despues forma nos balchinan di karni. Sea ta plat of rondo. Ku kiko bo ke kome e balchinan di karni ? Awel nos ta rekomendabo ku sea aroz, batata of tutú.
– Ricetta per balchi di karni, polpette di carne. fonte: kuminda.com