L’ufficio delle tasse, Belastingdienst, è solo l’ultima agenzia governativa ad aver deciso di interrompere le inserzioni pubblicitarie sul blog delle polemiche GeenStijl e Dumpert, dopo che il primo ha pubblicato un post chiedendo ai lettori: “Cosa fareste a Loes Reijmeier?”. Si, la domanda intendeva proprio scatenare il branco della rete, contro l’editorialista del Volkskrant, rea di aver criticato il sessismo del popolare blog populista.

“Agli occhi di molti, hanno superato i limiti”, ha affermato il vice primo ministro Lodewijk Asscher martedì, in risposta ad un’interrogazione. “Le donne hanno ragione ad agire”. La scorsa settimana, il Volkskrant e l’NRC hanno pubblicato una lettera sottoscritta da 143 donne dei media e della politica che invitano gli inserzionisti a smettere di sostenere questi siti web.

Durante il fine settimana, tanto il ministro dell’educazione Jet Bussemaker quanto il ministro delle infrastrutture Melanie Schultz sono intervenute dando sostegno alla campagna. Il ministero della difesa, il parco a tema di Efteling, i supermercati Jumbo e una serie di altre società commerciali, da allora hanno invitato i loro acquirenti ad escludere i due blog dal budget pubblicitario.

“L’ufficio delle tasse non ha attualmente bisogno di pubblicizzare su questi siti”, ha detto Asscher. “Questo non è necessariamente dovuto al suo carattere sessista, ma certamente a causa della chiamata del sito contro la giornalista del Volkskrant “.

La tesi che la campagna sarebbe stata montata contro libertà di espressione è priva di fondamento, ha detto Asscher in risposta alle critiche del PVV.”La libertà di parola non significa che ci sia un obbligo di pagare ogni opinione attraverso la pubblicità » ha concluso il ministro