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Corona test, vaccinazioni, mascherine, call center e ricerca di fonti e contatti. Il Ministero della Salute, del Welfare e dello Sport ha speso miliardi di euro in denaro dei contribuenti per questioni  indissolubilmente legate alla pandemia, dice NOS.

Dove siano finiti esattamente tutti i soldi, però, non è chiaro: il mese scorso, la Corte dei conti/Rekenkamer ha rilevato che il ministero ha spes il 40% dei 5,1 miliardi di euro di budget del 2020 fuori contabilità. Anche il servizio di audit del governo centrale definisce “seria” la situazione finanziaria del ministero.

Su richiesta della Kamer, il ministero ha fatto un po’ più di chiarezza la scorsa settimana su dove siano finiti i soldi, pubblicando un elenco con i 25 contratti più costosi che ha stipulato: si tratta di un totale di 5,8 miliardi di euro, la maggior parte dei quali coprirà attività per il 2021. I soldi sono andati grosso modo a coprire quattro spese: aiuti, test, vaccini e GGD.

Il ministero riconosce anche che non sempre si sa dove siano finiti i soldi per la lotta al Covid, ma si basa sul fatto che gli accordi sono stati conclusi durante una situazione di crisi. “Il gabinetto ha ritenuto che la salute degli operatori sanitari fosse più importante della correttezza amministrativa”, scrivono i ministri responsabili uscenti De Jonge e Van Ark.

L’accordo sicuramente numero 1 è quello con il Landelijk Consortium Hulpmiddelen (LCH) che ha ricevuto un totale di 1,95 miliardi di euro dal ministero, dice NOS: con questo denaro sono stati acquistati mascherine, grembiuli, occhiali e guanti da tutti i tipi di fornitori.  La maggior parte degli 1,95 miliardi è andata alla società Mediq che ha ricevuto 1,2 miliardi di anticipi per organizzare l’acquisto, la vendita e la distribuzione dei prodotti. Con questi soldi Mediq e LCH hanno nuovamente concluso contratti separati con i fornitori di mascherine. 

Di questi accordi non c’è traccia, se non quello stipulato con Sywert van Lienden e al centro di uno scandalo. Il ministero ha anche concluso diversi altri importanti accordi con i fornitori per ottenere risorse (allora scarse): “Fornitore N” dal ministero ha ricevuto 56 milioni di euro per le mascherine, un altro, “Fornitore U” ha ricevuto 23 milioni per la sicurezza dei materiali di consumo; “Fornitore X” ha ricevuto 11 milioni per la raccolta di plasma da persone che avevano il Covid-19, presumibilmente si tratta della banca del sangue Sanquin. Insieme sono costati 2,1 miliardi.

La maggior parte dei soldi per i test è andata a RIVM, che ha ricevuto 835 milioni di euro; inoltre, il “fornitore P” ha ricevuto 40 milioni per la fornitura di kit di test, etc

 Sul sito di NOS, sono riassunti in uno schema tutti gli accordi più costosi.