The Netherlands, an outsider's view.

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INTERNATIONAL

Corte speciale per il Kosovo, gli indipendentisti albanesi a processo a l’Aja per crimini contro l’umanità

Il tribunale è parte integrante del sistema giudiziario kosovaro ma la sede distaccata è stata scelta per proteggere i testimoni



di Caterina Cerio

 

Nel 2016 l’amministrazione di Den Haag ha ufficialmente accettato di ospitare la “Kosovo Relocated Specialist Judicial Institution” (KRSJI), ossia una Corte speciale che si occupa dei crimini commessi tra il 1998 e il 2000 in Kosovo da guerriglie paramilitari costituite in maggioranza da albanesi, tra cui la nota KLA. Questa Corte speciale nasce da scelte ponderate condivise dai membri dell’Unione Europea, che finanzia il progetto, dal Kosovo e dalla stessa città di Den Haag.

Il background

Secondo quanto riportava il The Guardian il 15 gennaio 2016, Pristina pensava già nel 2011 alla creazione di un’istituzione che potesse affrontare la tormentata storia recente del paese. A partire dal 2010 il senatore svizzero Dick Marty aveva iniziato ad indagare e successivamente aveva denunciato i crimini commessi dalla KLA, l’organizzazione di liberazione del Kosovo, durante il triennio che va dal 1998 al 2000. Questo periodo storico in particolare coincide con la conclusione della guerra che ha visto contrapposti gli abitanti del Kosovo, in gran parte di etnia albanese, i quali chiedevano l’indipendenza e le forze armate serbe. La guerra si concluse ufficialmente nel giugno del 1999 quando la NATO intervenne bombardando il territorio e costringendo i serbi a fuggire. Nonostante la fine degli scontri armati, la spirale di violenze non ebbe fine: omicidi, deportazioni, torture, stupri e raccapriccianti uccisioni finalizzate all’espianto di organi da vendere sul mercato nero ebbero luogo nel territorio ex-jugoslavo.

I giudici sono internazionali ma il sistema legislativo è quello del Kosovo

La “Special investigative taskforce” (SITF), parte della “European Union Rule of Law Mission in Kosovo” (EULEX Kosovo) ha dichiarato che i crimini di cui si discute sono crimini contro l’umanità e devono essere sanzionati dalla legge nazionale kosovara. La Kosovo Relocated Specialist Judicial Institution” è indipendente dal paese, ma giuridicamente deve sottostare alla legge di quest’ultimo. Allo stesso tempo però è composta da giudici internazionali e si attiene a quelli che sono gli standard giuridici europei.

Una collocazione “neutrale”

Lontana dai Balcani, la Corte potrà agire proteggendo i testimoni ed evitando di subire pressioni politiche, perché diversi esponenti della classe politica attuale sono stati coinvolti con gli eccidi che il tribunale si propone di portare a giudizio. Il fatto di essere collocata in una zona “neutra” le permette poi di non essere vista dalla popolazione albanese come un attacco al Fronte di Liberazione Nazionale.

La questione nazionalista infatti non ha nulla a che vedere con la volontà della Corte di condannare i responsabili delle violenze commesse contro i serbi e contro gli albanesi accusati di collaborazionismo o accusati di dissidenza politica.