Il 31 marzo 2018, Al Hassan Ag Abdoul Aziz Ag Mohamed Ag Mahmoud (“Sig. Al Hassan”) è stato consegnato alla Corte Penale Internazionale (“CPI”, “Corte”) dalle autorità del Mali. È ora nel Centro di detenzione dei Paesi Bassi.  Il Sig. Al Hassan è sospettato di crimini di guerra e contro l’umanità. Ad attestarlo, il mandato d’arresto preliminare emesso dalla Camera I della Corte dell’Aja, il 27 marzo 2018. I reati sarebbero stati commessi presumibilmente tra il 2012 e il 2013 a Timbuktu, Mali.

La Camera è convinta ci siano prove ragionevoli a sostegno dell’esistenza di un conflitto armato, si legge nel comunicato stampa, non internazionale iniziato nel gennaio del 2012 e rimasto in corso in Mali per tutto il periodo dei fatti. Durante quel periodo, dall’inizio dell’aprile 2012 al 17 gennaio 2013, la città di Timbuktu sarebbe stata sotto il controllo dei gruppi armati Al-Qaida nel Maghreb islamico (“AQIM”) e Ansar Eddine, un movimento principalmente del Tuareg associato a AQIM. Il Sig. Al Hassan è accusato di aver avuto un ruolo preminente nell’esecuzione di crimini e persecuzioni religiose e di genere mandati da parte dei gruppi armati contro i civili di Timbuktu.

Secondo il mandato d’arresto, il Sig. Al Hassan, cittadino maliano nato il 29 settembre 1977 nella comunità di Hangabera, a circa 10km a nord di Goundam nella regione di Timbuktu, Mali, appartenente alla tribù Tuareg/Tamasheq Kel Ansar, era un membro di Ansar Eddine e capo de facto della polizia islamica. È accusato di aver preso parte alla Corte islamica a Timbuktu e averne vidimato le decisioni. Si accusa inoltre Al Hassan, si legge nel comunicato stampa della Corte, di essere stato coinvolto nella distruzione di mausolei musulmani a Timbiktu usando forze della polizia islamica e di aver partecipato alla pianificazione di matrimoni forzati che vittimizzano le abitanti maliane soggette a ripetuti stupri e schiavitù sessuale.

La Camera ritiene che le prove presentate siano elementi sufficienti per ritenere il Sig. Al Hassan penalmente responsabile di crimini contro l’umanità (tortura, stupro e schiavitù sessuale; persecuzione religiosa e di genere degli abitanti di Timbuktu ; altri atti disumani) e per crimini di guerra (stupro e schiavitù sessuale; violenza contro persone e oltraggi alla dignità personale; attacchi intenzionali contro edifici e monumenti storici religiosi; approvazione di sentenze che non hanno seguito l’iter giuridico previsto per garantire le garanzie indispensabili per legge) commessi a Timbuktu, Mali, tra aprile 2012 e gennaio 2013.

La situazione in Mali è stata riferita al CPI dal governo maliano il giorno 13 luglio 2012. Il 16 gennaio 2013, il procuratore della Corte dell’Aja ha aperto un’indagine sui reati presumibilmente commessi nel paese dal gennaio 2012. La causa contro  Al Hassan segue alla causa che coinvolse il Sig. Al Mahdi, giudicato colpevole e condannato a nove anni di reclusione per crimini di guerra: condusse attacchi intenzionali contro edifici storici e religiosi di Tinbuktu, Mali, nel giugno e nel luglio 2012