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Corte di Giustizia Europea: non è discriminazione vietare il velo sui luoghi di lavoro

I datori di lavoro sono autorizzati ad imporre alle loro dipendenti  di non indossare il velo o altro simbolo religioso. Lo ha stabilito la Corte di giustizia europea in una sentenza di oggi, 14 marzo.

Una donna belga aveva trascinato il suo datore, la società G4S, in tribunale perchè le aveva imposto di non indossare più il velo. Lei ha rifiutato e G4S  nel 2006 l’ha licenziata. Una donna francese che voleva indossare il velo sul posto di lavoro aveva presentato un caso analogo.

La Corte di giustizia europea dice che le aziende dovrebbero istruire il personale ad indossare abiti neutrali. La sentenza si applica non solo al velo, ma a tutti i simboli religiosi, filosofici e politici. Una società può quindi inserire questa clausola nel suo regolamento senza essere accusata di discriminazione, ha detto il giudice.

Adriana Dooijeweert, Presidente del College voor de Rechten van de Mensne (Commissione diritti umani) dei Paesi Bassi ha atteso il verdetto. Secondo lei, il giudice ha dovuto prendere in considerazione due importanti diritti contrapposti: “È da un lato, il diritto alla parità di trattamento e, dall’altro, il diritto delle aziende alla neutralità e indipendenza della loro società.”

I tribunali olandesi, fino ad oggi, si erano sempre espressi in favore del diritto di indossare il velo.

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