Wouter Koolmees, il Ministro degli Affari Sociali, vorrebbe riformare l’attuale sistema di integrazione per richiedenti asilo e immigrati. Nei Paesi Bassi è previsto che questi ultimi si occupino personalmente del proprio percorso d’integrazione. Con la nuova riforma invece saranno le amministrazioni a costruire iter personalizzati per i nuovi arrivati. Si includeranno i corsi di lingua, affitti e costi assicurativi, riporta NOS.

“I nuovi arrivati non dovranno trovarsi autonomamente i corsi, è difficile per chi non sa la lingua. Le amministrazioni offriranno loro proposte adeguate nelle apposite scuole” ha spiegato Koolmees alla presentazione del Piano Personale di Integrazione e Partecipazione. L’attuale sistema, come sostiene il Ministro, sta dando spazio a frodi e incomprensioni.

Lo scopo della nuova politica sarà quello di incoraggiare i rifugiati – i richiedenti asilo a cui è stato concesso lo status – a cominciare il processo d’integrazione nell’immediato.

Il Ministro vorrebbe innalzare anche il livello di competenza linguistica richiesto: da A2 a B1. Una misura che aumenterebbe le possibilità di lavoro. I funzionari del comune stabiliranno un “livello e un percorso di apprendimento” per ogni nuovo arrivato.

Questo nuovo sistema dovrebbe entrare in attivo dal 2020.

L’attuale percorso integrativo è stato stabilito da una legge approvata nel 2013. La normativa prevede che gli immigrati siano responsabili dei passaggi della propria integrazione. Tuttavia questa modalità si è rivelata troppo difficile per la maggior parte degli arrivati.