I corsi di integrazione per i nuovi arrivati ​​nei Paesi Bassi, sono ormai un vero e proprio “Far West”, raccontava il Volkskrant la scorsa settimana, citando le preoccupazioni del ministro per gli affari sociali Lodewijk Asscher. Secondo il politico del Pvda, da quando nel 2013 i programmi di “Inburgering” sono passati interamente al settore privato, la qualità degli insegnamenti è scesa e non tutti gli istituti che offrono i corsi rispettano lo standard richiesto dal ministro.

Secondo Asscher, ci sarebbero prova che l’impennata nel numero di scuole che si spartiscono la lucrativa torta dell’insegnamento obbligatorio agli stranieri -passate da 128 a 171 solo negli ultimi due anni- non sarebbe andata di pari passo con la qualità. Alcune, avrebbe detto il ministro, ‘offrono computer portatili gratuiti per gli studenti, mentre gli uffici sono interessati solo a ottenere il più denaro possibile, senza preoccuparsi dei risultati raggiunti dagli studenti.

Secondo il Volkskrant sarebbe comune il “raggiro” degli studenti ai quali vengono offerti moduli aggiuntivi ‘inutili’ a fronte di una scarsa verifica sui risultati del corso di lingua e cultura. Complici anche le regole, che non determinano il numero massimo di studenti per classe o il monte ore minimo.

Asscher ha annunciato la prossima nomina di ispettori che possano verificare il rispetto dello standard.