The Netherlands, an outsider's view.

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Coronavirus, test per un farmaco in Olanda entro sei mesi

La ricerca olandese su un anticorpo in grado di bloccare l’infezione da coronavirus ha trovato tre potenziali sponsor e si potrebbe dare inizio a test su piccola scala potrebbero entro sei mesi, riferisce NOS. Per trasformare l’anticorpo in una medicina e consentire la produzione su larga scala, il team di ricerca delle università di Utrecht ed Erasmus University dovrà collaborare con una grande azienda farmaceutica. Il ricercatore principale Berend Jan Bosch ha dichiarato a NOS di essere stato avvicinato da due o tre grandi aziende che si dichiarano pronte a “investire milioni” nello sviluppo di un farmaco. Il brevetto rimarrà nelle mani dei ricercatori, mentre la compagnia farmaceutica in questione prenderà una licenza per l’anticorpo. Nessuna delle parti interessate è stata nominata.

L’anticorpo è attualmente in fase di sperimentazione sugli animali. Se tutto procede secondo i piani, entro sei mesi potrebbe essere condotto uno studio su piccola scala tra pazienti consenzienti, ha affermato Bosch. Bosch, il collega ricercatore Frank Grosveld e un team di investigatori internazionali hanno reso pubblica la scoperta a metà marzo e hanno recentemente pubblicato un articolo sulla prestigiosa rivista scientifica Nature.

L’anticorpo, residuo di precedenti ricerche su coronavirus come SARS e MERS, è stato trovato in un congelatore presso il laboratorio di “Animal Science” presso l’università di Utrecht. “Abbiamo iniziato a lavorarci su e abbiamo scoperto che uno degli anticorpi non solo si lega al virus ma blocca anche l’infezione delle cellule”, ha affermato Bosch. La presenza del vecchio materiale implica che il team ha avuto un vantaggio nella lotta internazionale per trovare una medicina o un vaccino per combattere il virus, che ha ucciso finora più di 303.000 persone in tutto il mondo.

Anche Israele ha scoperto l’anticorpo, ha affermato Bosch, ma è circa tre mesi indietro rispetto alla squadra olandese. Il medicinale verrà utilizzato in due modi, ha affermato Bosch. “Può essere somministrato a persone che hanno già il virus, ma anche a persone che non lo hanno, quindi l’anticorpo li proteggerebbe qualora fossero esposti al virus”. Anche se un vaccino dovesse essere pronto l’anno prossimo, il farmaco sarà ancora un’utile alterativa per le persone che reagiscono male ai vaccini e per le persone con problemi medici di base che non sono in grado di produrre anticorpi, ha affermato Bosch.