di Marco Rossi

 

In questi tempi di crisi per l’emergenza coronavirus, più che mai, è una buona norma misurare le parole; lo ha, probabilmente, compreso Sjaak de Gouw, direttore del GGD GHOR Holland Middens, che in un programma televisivo  ha dichiarato, che gli italiani -nella vicenda coronavirus- non avrebbero rispettato a sufficienza i protocolli di igiene. Per questo motivo il virus si sarebbe diffuso, imponendo così la chiusura delle scuole. Quest’affermazione ha suscitato indignazione nella comunità italiana residente in Olanda e sui gruppi su Facebook, sono fioccati i commenti di protesta e le richieste di scuse formali.

“Molti membri nelle pagine FB di italiani nei Paesi Bassi si sono meravigliati di fronte a tali affermazioni, soprattutto in un momento del genere”, dice Roberto Ruggieri, amministratore delle pagine Italiani ad Amsterdam e Italiani in Olanda: vita e lavoro ad Amsterdam; aiuto, burocrazie e informazioni. “Alcuni hanno fatto paragoni tra l’igiene media olandese e quella italiana, altri hanno avuto reazioni sopra le righe. Il sentimento generale è stato abbastanza negativo”. Questo sentimento è ancora più forte se si pensa all’intensificarsi dei contagi nei Paesi Bassi. Molti italiani del gruppo, infatti, non hanno compreso appieno le politiche del governo sull’emergenza del momento. “Quando un rappresentante delle istituzioni sanitarie ha affermato che gli studenti non sono portatori del virus, se non in minima parte, ci siamo sentiti poco rassicurati”, ha detto Ruggeri a 31mag.

Roberto, allora, ha deciso di muoversi e ha invitato una lettera di protesta direttamente al GGD, all’ambasciata italiana in Olanda e al direttore di NOS. Ieri le risposte: “L’ambasciata italiana, rispondendoci, ha espresso indignazione per l’accaduto e ha detto che l’ambasciatore Perugini avrebbe provveduto a muovere passi formali con le autorità olandsi” ha riassunto Roberto.

“De Gouw, invece, si è scusato direttamente, sostenendo che ci fosse stato un fraintendimento nelle sue parole”. Il direttore ha ammesso che il popolo italiano non era preparato in anticipo a fornire indicazioni sanitarie per contrastare il virus, come non stringere la mano, mantenere una distanza di sicurezza ed evitare gli incontri. Secondo Roberto, De Gouw avrebbe inoltre scritto che “gli olandesi avrebbero molto da imparare dallo standard di igiene dal popolo italiano”, come dice di aver potuto constatare durante i suoi viaggi nel nostro Paese.

Le lettere di risposta sono state accolte positivamente. Ancor di più, però, è stata la decisione, da parte del governo olandese, di chiudere la scuole. “Non penso che le affermazioni del direttore siano condivise dalla maggior parte degli olandesi, ma solo da una parte più nazionalista” ha concluso Roberto.