L’inversione di tendenza, nella questione coronavirus, non arriverà: gli effetti positivi delle misure del governo, ha detto RIVM a NOS, arriveranno ma con meno impatto di quanto previsto: “Gli scenari più positivi della scorsa settimana non si avvereranno”, afferma Jacco Wallinga, di RIVM.

Inoltre, l’attesa riguardo in terapia intensiva è di gran lunga meno ottimista di quanto si pensasse all’inizio: serviranno, probabilmente, 2500 letti per l’IC, circa 1000 in più di quanto il governo avesse inizialmente preventivato. Wallinga stesso, sperava che all’inizio di aprile fossero necessari al massimo 1000 letti. Ma quel numero è già stato raggiunto oggi.

Errati anche i calcoli sulla durata del ricovero: non i 10 considerati all’inizio ma ben 23 giorni, soprattutto perchè più persone sono in terapia intensiva allo stesso tempo. L’impennata della curva è stata anche più rapida negli ultimi giorni.

Il problema è che 2500 pazienti in terapia intensiva sarebbero troppi per le capacità del sistema sanitario olandese, ha detto il presidente dell’associazione in terapia intensiva  Diederik Gommers. Il problema, aveva detto Gommers, non è l’acquisto di più attrezzature ma il fatto che il sistema ospedaliero olandese non potrebbe reggere un impatto di oltre 2500 pazienti.

Secondo RIVM, in realtà, dei risultati sarebbero comunque arrivati: la velocità di diffusione del virus starebbe effettivamente rallentando: dal 16 marzo, data di introduzione delle misure, la ratio nel numero di infezioni sarebbe scesa. Prima ogni paziente contagiava due persone, ora quel numero è sceso ad una.

Le persone si infettano, si ammalano, chiamano il medico e solo allora vanno in ospedale. Di conseguenza, Wallinga può solo ora vedere gli effetti delle misure adottate due settimane fa. “Il tasso di crescita sta rallentando, ma è ancora superiore a quanto pensassimo”, ha detto RIVM. Ma al contrario del Brabant, nello Zuid Holland, la crescita dei casi è esponenziale.

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