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L’approccio al coronavirus dei Paesi Bassi non convince l’OMS: secondo l’Organizzazione Mondiale, non sarebbe il caso di focalizzarsi sulla questione dell’immunità di gregge; soprattutto, sarebbe poco opportuno, credere acriticamente che si svilupperà un’immunità per il virus Covid-19.

L’Organizzazione mondiale della sanità, afferma inoltre, che l’Olanda e altri paesi europei devono continuare a sperimentare rimedi per Covid-19. Secondo AD, i Paesi Bassi andrebbero nella direzione opposta: diverse fasce di pazienti non vengono più sottoposti e il tampone è stato ridotto anche per il personale infermieristico. Questa non è la strategia giusta, afferma Hans Kluge, responsabile europeo del WHO. Test, rilevazione e isolamento di persone (potenzialmente) infette sono ancora in cima al pacchetto di misure per combattere il virus.

A ciò segue la politica dell’aumento della capacità dell’assistenza sanitaria di soddisfare il flusso atteso di pazienti e la promozione del distanziamento sociale nella popolazione.

Gli ospedali nei Paesi Bassi avevano precedentemente indicato che la capacità di test nei Paesi Bassi è limitata; la politica olandese di voler costruire lentamente l’immunità di gregge, controllando la diffusione del virus, non è saggio secondo l’OMS. Secondo gli esperti dell’organizzazione, non ci sono ancora prove che l’immunità di gregge per questo virus possa essere sviluppata

Per Dorit Nitzan, coordinatrice della crisi sanitaria, ad AD “il coronavirus è nuovo; ed è appena da 12 settimane nell’uomo: prima di tutto dobbiamo saperne di più”. Per l’OMS, appiattire la curva e ridurre l’impatto del virus sulla popolazione è la vera priorità.

Ma RIVM non è dello stesso avviso: secondo l’autorità sanitaria olandese, alla fine, si raggiungerà l’immunità di gregge. RIVM ritiene di essere un passo avanti agli altri paesi: noi combattiamo il virus, dicendo alla gente con sintomi del corona di non uscire di casa. Ma non blocchiamo il paese intero, dice Aura Timen, capo del Centro di coordinamento nazionale per il controllo delle malattie infettive presso RIVM ad AD, e conclude:  ” molti più test non significano che il virus diventa meno pericoloso “.