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Coronavirus nella Repubblica Ceca, mascherine obbligatorie e “smart lockdown”

di Ginevra Bittante

photo credit: Ambra M.

Parlando di misure attuate contro la diffusione di Coronavirus, la Repubblica Ceca è andata in parallelo con l’Italia. La chiusura di attività di ristorazione, circoli sportivi e scuole è stata attuata quasi contemporaneamente all’Italia. A differenza del nostro paese  la diffusione della pandemia in Repubblica Ceca sembrerebbe essere già in fase di declino. 

“Anche se diverse misure sono ancora in vigore, non sono più così restrittive come all’inizio. Passeggiando per la città, vedo molte persone in giro senza mascherina,” racconta Ambra, una ragazza italiana che vive a Praga da dicembre. Secondo lei, all’inizio il governo ceco dava molta importanza all’uso delle mascherine, sottolineandone l’importanza nel contrastare la diffusione del virus. Il Primo Ministro stesso presentava i bollettini indossandone una. Adesso, però, l’uso delle mascherine sembra non essere più obbligatorio, come lo era all’inizio. “Si può tranquillamente andare a correre o fare un giro in bici senza mascherina,” dice Ambra. “Hanno anche riaperto i campi da tennis, da basket e quelli da golf. Possono essere prenotati e ci si può andare senza mascherina e guanti”.  

I supermercati, racconta ancora Ambra sono forniti, e la gente ha continuato a fare la spesa come se nulla fosse. “L’ingresso non è contingentato e le persone fanno la spesa una di fianco all’altra, senza troppi problemi.” L’unica precauzione presa nei supermercati sono dei vetri in plexiglass usati per separare i commessi dai clienti alle casse. Gli scaffali sono tutti ben forniti, tranne quello dei disinfettanti. Questi sono infatti gli unici prodotti che si trovano a fatica. “E quando li trovi, i prezzi sono assurdi.” Ma mentre i prezzi dei disinfettanti sono aumentati a dismisura, il settore degli affitti a Praga è crollato. “Le case a Praga si sono svalutate del 20-30%”, dice Ambra. “Vedo offerte di affitti del 30% in meno, rispetto a quando avevo cercato casa a dicembre.” 

La Cechia, sarebbe già alla fase 2: “Anche se a me, personalmente, i dati che il governo rilascia sembrano un po’ strani” dice ancora la ragazza di Roma, poco convinta. Inoltre, sottoporsi al test per il Coronavirus non sarebbe così facile a Praga: il tampone viene fatto solo a coloro che giungono all’ospedale, perché incapaci di curarsi a casa.  

Italiani – e expat in generale – hanno visioni differenti. Molti concordano con Ambra, e sostengono che i dati non siano attendibili. Altri invece, sono di altro avviso. Maria, una studentessa russa che vive a Praga da 3 anni, la pensa diversamente. “Sarà che il Coronavirus non ha avuto grosse ripercussioni sulla mia vita, ma io mi sento abbastanza tranquilla e fiduciosa nell’approccio delle autorità,” ci dice Maria. 

 La Cechia avrebbe attuato un “relaxed lockdown”: molti ristoranti sono chiusi al pubblico, ma offrono comunque servizio da asporto. Le scuole continuano a rimanere chiuse, ma alcuni negozi – come quelli per il giardinaggio – hanno già riaperto. Inoltre, i mezzi di trasporto continuano a funzionare, e non ci sono restrizioni che limitano gli spostamenti. Nel dormitorio universitario in cui Maria vive, è stato deciso di far indossare la mascherina quando si va nelle aree comuni. Ma a parte quest’ultima, non sono state aggiunte altre restrizioni nella residenza universitaria.  

“L’unico “problema” che ho riscontrato, è stato quando ho cercato di prendere un appuntamento all’ospedale per ragioni di salute personale,” racconta Maria. “Non hanno accettato la mia richiesta, e mi hanno detto di aspettare finché la situazione non migliorerà.” Andare all’ospedale in questo periodo è molto pericoloso, visto che può essere facile entrare a contatto con persone positive al coronavirus.”

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