Sono passate più di tre settimane dalla conferenza in cui il premier Mark Rutte e il Ministro della Salute Hugo de Jonge hanno detto che l’Olanda avrebbe fatto circa 17.500 test al giorno,  ma le istituzioni sanitarie del Paese sono riuscite a farne solo il 40%. Al momento, non si può aumentare la capacità di diagnosi attraverso i test rapidi perché non sono abbastanza precisi, ha detto De Jonge in una lettera al Parlamento.

L’obiettivo sarebbe quello di raggiungere i 29 mila test al giorno. Finora, però, il massimo è stato di 7 mila, raggiunti il 9 e il 15 aprile, secondo alcuni dati preliminari dell’istituto di sanità olandese RIVM. La scorsa settimana la media è stata di 5.700 test al giorno.

Il problema è che i laboratori sono troppo pochi e non hanno l’attrezzatura necessaria. De Jonge ha spiegato che sono 45 i laboratori certificati per analizzare il coronavirus. Insieme possono arrivare a 17.500 test per giornata lavorativa. Lavorando 24 ore su 24 potrebbero raggiungere i 29 mila. “La capacità di testare aumenterà quando altri laboratori saranno autorizzati e quando quelli già al lavoro saranno potenziati da nuovi strumenti,” ha detto Sjaak de Gouw, direttore del GGD (servizio medico comunale).

Anche la carenza di tamponi di lisi ha rallentato il lavoro.  Si tratta di una soluzione che rompe le cellule in modo che gli scienziati possano osservarne il contenuto con precisione. Inoltre, mancavano i bastoncini con l’estremità di cotone (simili ai cotton fioc) e i contenitori per trasportare i test, ha detto De Jonge. La produzione di questi tre elementi dovrebbe avvenire nei Paesi Bassi. Le quattro più grandi industrie di attrezzatura per laboratori si sarebbero impegnate con il Ministero per fabbricare degli elementi necessari ai test nei prossimi mesi.

Di questo passo, però, ci vorrà più di un anno e mezzo per testare tutti coloro che vivono nel Paese. Un altro punto debole dell’Olanda è che sta ancora testando con i tamponi. Questi vengono effettuati nella cavità nasale o nella gola e devono essere analizzati attraverso una lunga procedura. È un metodo che richiede molto lavoro. Per questo, De Gouw (GGD) si era mostrato favorevole all’uso dei test rapidi con prelievo dal dito. Questi analizzano una goccia di sangue cercando gli anticorpi sviluppati in seguito all’infezione da coronavirus e danno risultati in 10 minuti. Una ricerca ha però stabilito che nessuno dei 16 test rapidi disponibili è abbastanza preciso. L’unità di crisi (Outbreak Management Team) ha quindi escluso questa opzione. Se dovessero essere scoperti test più affidabili, la decisione potrebbe essere rivalutata.

Nel frattempo, il governo sta continuando a valutare l’uso di app per tracciare gruppi di persone contagiate. De Jonge ha detto che il Ministero vorrebbe sviluppare una propria app, dato che nessuna delle sette applicazioni prese in considerazione finora è riuscita a soddisfare i criteri di scelta. L’app dovrebbe sostituire il lavoro dei medici di base (GGD) di trovare tutte le persone che hanno avuto contatti con un malato di Covid19.