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Coronavirus, l’esperto NL non cambia idea: strategia italiana sbagliata



Il 12 marzo abbiamo pubblicato un articolo dove riportavamo un’intervista con Ira Helsloot, docente e già consigliere del governo su questioni inerenti alla gestione delle crisi. Helsloot è stato piuttosto diretto nel commentare la strategia italiana: approccio stupido. Lo aveva detto a NOS, lo ha ripetuto a noi e ora, oltre due mesi dopo, sembra essere della stessa opinione

“Le strategie scelte sono sbagliate”, dice il docente “Quelle dell’Italia anche più delle nostre, come dimostrano i danni enormi all’economia e quindi alla salute della popolazione in generale.”

“L’approccio italiano si, è stupido” perché “Il virus non può essere fermato. Tutto ciò che la politica può fare è attutirne l’impatto sulla società”, aveva detto a marzo, prima dell’introduzione dello “smart lockdown“. Per lui, il governo olandese si stava muovendo nella giusta direzione,  con “provvedimenti mirati e misurati, volti a proteggere chi è a rischio”. “Credo che il giusto modo di agire fosse attenersi al parere originale di RIVM: stai a casa se hai sintomi, niente eventi di massa, prova a lavorare a casa quando possibile e niente strette di mano per un po’”. Secondo Helsloot, i risultati erano già visibili solo con queste misure più limitate: “I calcoli RIVM mostrano che la ratio era già a  -1 prima dello smart lockdown.”

Chiudere le scuole, come chiedono molti genitori, può essere un’idea accettabile? “Assolutamente no”, continua il docente “i bambini non sono a rischio, preoccupiamoci di anziani e persone con patologie. “Se qualcuno risultasse positivo è bene intervenire su quel caso e su quelli che presentassero sintomi, non su chi è sano”, diceva a marzo il docente della Radboud Universiteit.

La decisione del governo olandese lo ha deluso: “Anche il governo olandese ha chiaramente scelto una strategia tutt’altro che ragionevole. Alcune azioni come la chiusura della scuola vanno persino contro il parere scientifico del nostro RIVM”, ci dice ora. Solo adesso questi effetti disastrosi sono diventati chiari per il nostro governo.

“I nostri consulenti scientifici non sono senza responsabilità: loro, hanno solo cercato di ridurre il carico per gli ospedali ”, afferma ancora Helsloot. Secondo lui, un solo approccio si è rivelato vincente: “Credo che la Svezia abbia adottato l’approccio migliore”, conclude il docente, “riconoscere (come abbiamo fatto noi, tra l’altro) che il virus non possa essere eliminato e accettare quindi una diffusione rallentata solo grazie a misure che difficilmente danneggeranno l’economia” sembra essere per lui la scelta migliore.

 






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