Città turistiche come Londra, Amsterdam e Barcellona hanno visto un notevole aumento del numero di case in affitto disponibili nelle ultime settimane. Effetto della crisi del coronavirus, scrive De Standaard. Ora che non si viaggia più e che i turisti sono spariti dalla circolazione, gli hosts Airbnb devono sbarazzarsi del loro appartamento o studio attraverso il mercato immobiliare tradizionale.

Anche a Bruxelles, appartamenti che prima appartenevano al mondo di Airbnb tornano improvvisamente disponibili sul mercato degli affitti. Se si naviga su Facebook tra i vari annunci, ci si imbatte in bellissimi appartamenti arredati che sono stati recentemente affittati “in modo flessibile” per i prossimi due o tre mesi. Non ci vuole molto per trovare le stesse case sul sito di Airbnb. Un appartamento ammobiliato alla moda, nel comune di Saint-Gilles a Bruxelles, è disponibile per 700 euro al mese (spese incluse) su Facebook. La stessa casa può essere trovata su Airbnb ad Agosto per 55 euro a notte.

Per molti proprietari della piattaforma, la crisi causata dalla pandemia è arrivata come una doccia fredda. A causa del virus, il numero di prenotazioni in Europa è diminuito del 90% a marzo, ha calcolato AirDNA. Anche i soggiorni già prenotati sono stati cancellati in modo massiccio. Il fatto che i clienti abbiano preteso un rimborso completo da Airbnb ha causato una serie di proteste tra i proprietari di immobili in tutto il mondo. Gli hosts a cui è sempre stato permesso di impostare le proprie politiche di cancellazione a questo giro non hanno potuto fare niente e sopratutto non hanno ricevuto un centesimo. Airbnb “non avrebbe un impero senza di noi”, ha dichiarato in un video teatrale su Youtube, la cui autenticità non può essere verificata, un proprietario ribelle : “sono le nostre case ad essere sulla tua piattaforma. Noi siamo l’anima!”

Ma quell’anima è vulnerabile. I quasi tre milioni di proprietari sulla piattaforma non hanno entrate a causa del coronavirus, ma devono continuare a pagare le spese legate alla proprietà. Laddove l’idea originale era quella di condividere un letto o una stanza nella propria casa privata mentre comunque ci si guadagnava da vivere, metà degli hosts ora dipende dal proprio reddito Airbnb per pagare le bollette, secondo il cofondatore Nathan Blecharczyk. La società multimiliardaria ha esercitato pressioni per il sostengo del governo ai proprietari statunitensi sulla piattaforma. 

Per placare ulteriormente i proprietari delle case, Airbnb ha rilasciato $ 250 milioni all’inizio di aprile per compensare del 25% le perdite causate dalle le prenotazioni cancellate. I fedeli superhost americani possono ottenere fino a 5.000 dollari  grazie a un fondo aggiuntivo.
Si tratta di importi limitati, sapendo che Airbnb aveva ancora circa 3 miliardi in contanti alla fine di marzo. Ma la crisi del coronavirus ha scalfito profondamente quelle riserve e la compagnia ha dovuto pagare almeno 2 miliardi di dollari nelle ultime due settimane per riempire la cassa d’emergenza. Secondo fonti citate dal Financial Times, la società paga tassi di interesse fino al 10 percento.

La società ha ridotto drasticamente i costi, dimezzato i salari più alti e tagliato il budget di marketing di 800 milioni di dollari. La crisi del coronavirus pone così fine, tra le altre cose, a una notevole ondata di investimenti per migliorare la sicurezza sulla piattaforma. Lo scorso anno Airbnb ha firmato il suo primo importante accordo di sponsorizzazione, del valore di 500 milioni di dollari, per le Olimpiadi. Era il passo necessario per entrare in borsa, uscita pubblica che era prevista per quest’anno.

 Il 2020 è diventato un anno disastroso. La valutazione interna di Airbnb  è scesa da 31 a a 26 miliardi di dollari, secondo il Financial Times. Il rinvio dell’IPO (offerta pubblica iniziale) al 2021 sembra logico, ma influirebbe sulla prima generazione di azionisti, i quali potranno riscattare il pacchetto di azioni solo fino a novembre.

E se questa crisi si rivelasse più che un problema temporaneo? Il CEO Brian Chesky ha dichiarato la scorsa settimana che Airbnb sta emergendo più forte da questa pandemia, “non importa quanto dura la tempesta”. Ma non è ancora chiaro se e quanto profondamente il virus si insinui nella psiche. I viaggiatori non opteranno per gli hotel che possono applicare più facilmente gli standard di igiene rispetto ai privati? 

Questa crisi ha messo in evidenza i rischi per i proprietari e potrebbe aiutare a mantenere la crescita sotto controllo.