Dallo scoppio dell’emergenza coronavirus in Olanda, in tanti si sono chiesti: quante sono le persone infette nei Paesi Bassi?  “Non è importante per l’epidemiologia sapere se, ad esempio, una o tre persone in una famiglia sono infette, perché probabilmente sono già isolate insieme e non possono trasmettere il virus ad  altri”, dice il virologo  Sjaak de Gouw di GGD. Per gli scienziati, insomma, 100 in più o in meno non è un indicatore particolarmente importante per strutturare una strategia.

“Nei Paesi Bassi, non abbiamo bisogno di sapere se ci sono 390 o 395 infezioni. Vogliamo sapere come si diffonde il virus e agire di conseguenza.”, ha detto de Gouw, secondo il quale è fondamentale sapere dove si manifesta il virus, e cercare di isolarlo, prendendo misure sul posto. Ad oggi, scrive ancora NOS, su tamponi effettuati in 42 laboratori medici, su persone che presentavano sintomi, solo ad Eindhoven sono risultati positivi dei casi.

Secondo de Gouw, quindi, il contenimento sta funzionando e per questa ragione, non ci sarebbe motivo di adottare misure più rigide. Tamponi a chi presenta i sintomi e monitoraggio, insomma, sarebbero sufficienti. Per il momento, RIVM ha effettuato indagini più accurate solo nella provincia del Brabante, area del “paziente zero” e zona che presenta diverse anomalie, inclusi oltre 100 pazienti per i quali non è possibile tracciare l’origine dell’infezione.

Nos, inoltre, ha parlato con gli esperti olandesi che stanno seguendo la crisi per il governo. Secondo loro, la strategia dei Paesi Bassi, criticata da molti, soprattutto all’estero, sta funzionando. Ma va comunicata meglio, dicono.

Ira Helsloot del Crisislab, si spinge oltre e dice all’emittente: approccio olandese, unico giusto. “L’Italia, ad esempio, sta adottando un approccio stupido”, afferma Helsloot. Secondo l’esperta, “grazie all’isolamento, la loro società si ferma e il virus sarà presto sradicato, ma l’economia italiana subirà un duro colpo. Così non ci saranno più soldi per l’assistenza sanitaria e ci vorranno anni prima di superare la crisi “.

Questa è la linea di Rutte che aveva già detto: “Siamo un popolo pratico e non vogliamo misure simboliche, solo perché rispondono al senso comune del presente,”, ha detto.

Gli esperti dicono che l’Olanda vuole prevenire un picco nel numero di persone vulnerabili perchè metterebbe troppa pressione sull’assistenza sanitaria”. Cosa va migliorata, insomma? Solo la comunicazione.