Il coronavirus in Olanda e l’aggravarsi della crisi, che ha fatto salire per ora il bilancio a 802 contagiati e 10 deceduti e le decisioni del governo , ritenute da tutti troppo leggere, hanno scatenato una folle corsa tra gli olandesi, per accaparrarsi beni di prima necessità; in particolare la carta igienica. Una folle corsa ingiustificata, afferma Marc Jansen dell’associazione di esercenti CBL a NOS: “E’ praticamente un periodo natalizio a primavera. Nei Paesi Bassi, esportiamo più di quattro volte ciò che consumiamo. Quindi c’è abbastanza cibo disponibile. Per il momento siamo davvero al sicuro.”

Si aspetta che la folla nei negozi diminuirà dopo il fine settimana. Basa questo sulle esperienze in Italia, dove l’accaparramento è avvenuto brevemente dopo l’annuncio di misure da parte del governo-. “La gente è andata nei negozi in massa per 48-72 ore. Quando gli olandesi vedranno che oggi e domani  i supermercati rimangono pieni, le cose si calmeranno automaticamente.”

Intanto, alcuni esperti non concordano con la linea soft adottata dall’esecutivo: nonostante le misure di sospendere gran parte della vita pubblica, siano considerate senza precedenti in Olanda, gli esperti affermano che i Paesi Bassi dovrebbero prepararsi a circa 6.000 pazienti in una settimana.

Le scuole rimarranno aperte. Rutte ha invitato gli operatori sanitari e gli insegnanti a continuare a lavorare nell’interesse pubblico. Giovedì, RIVM ha parlato di un “possibile punto critico” per il virus nei Paesi Bassi. La diffusione del virus non può più essere contenuta nel Brabante Settentrionale, e ciò può valere anche per altre province. Di fatto, spiega Trouw, non è più possibile tracciare la fonte di ogni infezione.

Sono necessarie misure più dure, affermano gli esperti -scrive il Trouw- Senza intervento, i Paesi Bassi, a due settimane di distanza, seguiranno le orme dell’Italia. Le cifre italiane e olandesi non sono comparabili perchè le tecniche di rilevamento sono diverse in ogni paese. Ma nella maggior parte dei paesi colpiti da corona, il numero di pazienti si moltiplica; secondo il professore e ricercatore Yaneer Bar-Yam del New England Complex Systems Institute di Cambridge, dice Trouw, i Paesi Bassi dovrebbero prendere in considerazione una stima di circa 6.000 pazienti in una settimana e 60.000 in due settimane.

Anche Frits Rosendaal, professore di epidemiologia presso il Leiden University Medical Center, prevede circa 6.000 pazienti, scrive ancora il giornale di Amsterdam. Potrebbe rischiare la vita l’1% della popolazione e il 6% potrebbe finire in terapia intensiva. Se il virus continuasse a crescere a ritmi italiani, potrebbero essere necessarie diverse migliaia di posti letto in due settimane. Per Rosendaal, insomma, non intervenire è poco saggio. Oltre ai grandi eventi, dovrebbe essere vietati gli assembramenti e le scuole andrebbero chiuse.

Cina e alla Corea del Sud sono gli unici paesi che hanno rotto il modello di crescita esponenziale. Hanno iniziato a testare la loro popolazione in massa e hanno sigillato le aree, dice Bar-Yam. Secondo l’esperto,  il governo olandese dovrebbe isolare il Brabante Settentrionale. Rosendaal pensa sia inutile sigillare la provincia ma le due settimane di vantaggio sull’Italia possono essere preziose per salvare vite.