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Il coronavirus in Olanda e le misure nazionali adottate per frenarne la diffusione stanno causando il caos nell’horeca e soprattutto panico e incertezza tra i 3 milioni di persone nei Paesi Bassi che lavorano con contratti flessibili o come liberi professionisti. Secondo gli esperti, il governo deve intervenire tempestivamente per tutelare proprio questi lavoratori.

Per Robèr Willemsen, presidente dell’associazione nazionale per l’industria dell’ospitalità KHN, è necessario un pacchetto di misure straordinarie da  almeno 5,1 miliardi di euro per mantenere a galla il settore. Nelle ultime due settimane, il fatturato di questa importante voce economica olandese si sarebbe dimezzato. Soprattutto per i piccoli imprenditori questa situazione rischia di essere catastrofica.

Il rischio immediato è che le ingenti perdite degli imprenditori ricadano direttamente sui lavoratori, ha detto il docente di diritto del lavoro Evert Verhulp. In pratica, il rischio è una precarizzazione generale del sistema produttivo a causa dall’emergenza.

La richiesta dei lavoratori è un fondo che aiuti quelli in difficoltà, non coperti dagli ammortizzatori o dalle garanzie contrattuali. L’intervento dell’esecutivo, quindi, tanto nell’estendere garanzie già presenti quanto nell’introdurne altre è fondamentale.

Il governo, tuttavia, non sembra particolarmente orientato ad aiutare gli imprenditori: è rischio d’impresa per chi ha scelto di non avere un posto fisso, ha detto il ministro Eric Wiebes domenica al programma televisivo WNL. Secondo il ministro, i liberi professionisti possono anche utilizzare lo schema di tagli alle tasse annunciati dal governo la scorsa settimana, per aiutare gli imprenditori in difficoltà e possono avvalersi del cosiddetto Bbz, un regime esistente per i lavoratori autonomi che incontrano difficoltà finanziarie.