E’ vero, come dice Sjaak de Gouw, direttore del GGD, le unità sanitarie locali nei comuni olandesi, che la situazione dei Paesi Bassi è incomparabile con quella italiana?
“Gli italiani hanno rispettato meno il protocollo di igiene [per il coronavirus n.d.r.]e il virus era già diffuso nelle scuole quando sono intervenuti, diversamente da qui.” ha detto l’esperto olandese. 

“Le norme sull’igiene, che qui nei Paesi Bassi abbiamo messo come priorità, differiscono da quelle italiane “, afferma De Gouw. “E’ sul grado in cui le persone tendono ad aderire alle norme su base volontaria che facciamo meglio”, dice ancora De Gouw.

Secondo il direttore GGD, il virus era già diffuso nelle scuole italiane quando l’Italia ha deciso di chiudere le scuole mentre in Olanda, non è ancora così. “Se il virus, ormai, circola liberamente  come in alcune parti d’Italia, ha più senso chiudere una scuola perché non sai quanti bambini sono stati contagiati. Noi, non abbiamo ancora quella situazione.”

Anche nel Brabante, la possibilità che gli studenti vengano contagiati è minima; per questa ragione, ha detto ancora De Gouw, non ha senso chiudere neanche lì le scuole. Nei bambini, sia il rischio di infezione sia la possibilità di ammalarsi sono limitate, ha spiegato il direttore GGD nel programma. “Dobbiamo renderci conto che i rischi per il coronavirus sono limitati. Quindi le possibilità che i bambini vengano contagiati sono minime sono. La cosa più importante è che tutti rispettiamo la regola di tenere i bambini a casa quando non stanno bene. Quindi la possibilità di prendere il virus a scuola è più piccola di quello 0,01 per cento “.

Il fatto che i bambini abbiano meno probabilità di contrarre il corona, dice ancora il pezzo su Nu.nl, contribuisce a limitarne la diffusione. Più non stai bene e più tossisci e starnutisci, più facilmente contagi (più) gli altri. Chiudere le scuole come precauzione non è una buona idea, pensa De Gouw. “Se decidessimo di chiudere le scuole adesso e il virus rimanesse allo stesso livello nel nostro paese nei prossimi mesi, quando sarà possibile riaprirle?”. Secondo De Gouw, i rischi sono minimi e il danno sociale sarebbe enorme.