The Netherlands, an outsider's view.

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Coronavirus, crisi economica dietro l’angolo. Come sono cambiate le scelte dei consumatori olandesi.

In questo periodo di emergenza coronavirus, la crisi economica è dietro l’angolo, riporta Telegraaf. Secondo Pieter Hasekamp, nuovo direttore del CPB e capo del think tank  sulla politica macroeconomica, una crisi economica sarebbe inevitabile.

All’inizio di marzo, il CPB ha posto la crescita economica del 2020 all’1,4%, dichiarando però che se il coronavirus si fosse diffuso la crescita sarebbe scesa a 0,9%, se non di meno. “Anche se durerà solo pochi mesi, se le cose continuano a diminuire drasticamente come stanno facendo adesso, la crescita sarà negativa”, ha detto. “Al momento la salute è il problema più importante, ma sarebbe strano non preoccuparsi anche dell’impatto economico. Al momento, le incertezze sono fondamentali. Non si tratta di fattori economici ma di fattori epidemiologici. Ed è per questo che non stiamo facendo nuove previsioni”, ha aggiunto. Il think-tank sta elaborando nuovi possibili scenari e i primi risultati di tale ricerca saranno pubblicati giovedì.

Pagamenti con carta di debito

Lo scorso giovedì, gli economisti di ING hanno pubblicato i risultati di una ricerca sulla spesa dei consumatori, analizzando i pagamenti con carte di debito.  I dati mostrano un grande cambiamento delle scelte: la spesa per i trasporti pubblici ha subito un calo dell’80%, mentre quella per giocattoli, prodotti fai-da-te e cibo è aumentata rispettivamente del 16%, 20% e 7%. Gli acquisti nei caffè e nei bar, che attualmente forniscono solo servizi da asporto, sono diminuiti dell’81%. In totale, si è registrato un calo dei pagamenti con carta del 21% lo scorso giovedì, nello stesso giorno del 2019.

Accordi salariali

Ma la crisi del coronavirus ha anche congelato una serie di trattative salariali, dice AWVN, il gruppo consultivo dei datori di lavoro. In particolare, i settori della logistica, dell’edilizia e del parrucchiere rischiano di non avere un accordo salariale. “Questi sono mesi normalmente impegnati con dozzine di nuovi accordi”, ha detto un portavoce. “Ma al momento non esiste un datore di lavoro che voglia assumere impegni finanziari a lungo termine.”

Pic: Pixabay