The Netherlands, an outsider's view.

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Coronavirus, cartoline di solidarietà: un gruppo di Den Haag aiuta chi è in autoisolamento

di Cristina Dammacco

 

La crisi per il coronavirus ha sconvolto le vite della popolazione di mezzo mondo. Il governo olandese è stato criticato per un approccio poco incisivo e soprattutto gli stranieri residenti, faticano a capire le mosse dell’esecutivo

E se il governo non prende una posizione decisa che si fa? Che chi fa da sè fa per tre, ed è proprio così che i cittadini (in particolare gli expat perchè spesso non hanno un network familiare in Olanda) si stanno organizzando. Come ormai tutti sappiamo, le categorie più a rischio sono gli anziani e le persone immunodepresse o con patologie pregresse che non hanno altra scelta che mettersi in isolamento volontario.

In nome della solidarietà, sono spuntate diverse iniziative spuntate sui social volte ad alleviare le difficoltà di anziani e persone costrette a casa; tra queste,  la pagina facebook The Hague Help Corona Virus isolation, un gruppo che si offre di aiutare come può chiunque abbia bisogno. Elena e Andreea, le fondatrici del gruppo, raccontano di aver avuto l’idea da un post che la stessa Elena aveva pubblicato su un gruppo di expat: ” Offrivo il mio aiuto alle persone del quartiere che avessero timore di uscire”, racconta a 31mag. “Ho ricevuto un sacco di commenti anche di altre persone che si proponevano a loro volta. Andreea lo ha visto e le è venuto in mente di creare un gruppo ad hoc” dice Elena.

“Non appena ho visto il post ho subito pensato che fosse un’ottima idea, ma avrebbe perso impatto se ci fossimo limitate solo a quel post, così ho pensato di creare un gruppo specifico per la ‘missione’ che raccogliesse tutti i volontari” continua Andreea.

Lo scopo del gruppo è di mettere in collegamento tutte queste persone disposte ad aiutare con chi non può uscire di casa per vari motivi. “I volontari possono postare una cartolina di informazioni con scritte le attività per cui si offrono e la zona che possono coprire”. Alejandra, per esempio, è disponibile per fare la spesa, inviare della posta e per portare a spasso il canne; Hannah si offre invece per una telefonata amichevole, per tenere compagnia a chi rimane solo.

“Abbiamo anche aggiunto una mappa in modo che le persone possano controllare quale volontario è vicino alle loro case. Al momento stiamo anche cercando di raggiungere chi non ha Facebook attaccando dei volantini e coordinandoci con dei ‘responsabili’ per ogni quartiere per distribuire dei moduli per le richieste telefoniche.

Sono più di 1000 le persone che si sono iscritte al gruppo in pochi giorni e offrono aiuto pratico o magari anche solo una parola di conforto per telefono. “L’Aia ora sembra una città con 1000 ponti umani che aiutano, una persona alla volta, ad arrivare da una parte all’altra in questi tempi difficili. E’ una bella cosa, che dimostra come, anche in questo periodo incerto, c’è sempre speranza”, dice ancora Elena.

Andreea è piacevolmente sorpresa dalla risposta: “E’ incredibile quante persone si siano offerte, non solo come volontari ma anche di aiutare con le loro conoscenze ad  organizzare il tutto”. Per entrambe è un’esperienza nuova alla quale hanno dedicato gran parte del loro tempo da venerdì, quando il gruppo è stato creato.

La polarizzazione politica degli ultimi tempi aveva preoccupato Elena “ma ora è incoraggiante vedere così tanta solidarietà.” E conclude: “Credo  sia importante lavarsi le mani, ma bisogna stare attenti a non farsi il lavaggio del cervello con l’ansia e la paura. Per questo è di vitale importanza rispettare le direttive e non dimenticarsi dei più deboli” conclude Andreea.

Per chi volesse contattarli: thehaguehelps@gmail.com