The Netherlands, an outsider's view.

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Coronavirus, aggressioni a operatori sanitari

Dopo gli ausiliari del traffico, un altra categoria professionale è stata vittima di abusi verbali e nervosismo. Negli ultimi mesi  infatti gli operatori ospedalieri hanno notato un aumento dell’aggressività nei loro confronti da parte di visitatori che non vogliono rispettare le regole in vigore per frenare la diffusione del coronavirus.

L’associazione NU’91 ha intervistato circa 1.200 lavoratori ospedalieri. Il 60% ha affermato che l’aggressività e l’intimidazione sul posto di lavoro sono aumentate negli ultimi mesi. Un quarto di questi ha subito violenza fisica: percosse, calci o sputi in faccia. “A volte gli operatori sanitari sono persino molestati a casa”, ha detto a BNR il presidente di NU’91 Stella Salden.

Si è notato che i visitatori negli ospedali seguano sempre meno le regole per contrastare il coronavirus. Intere famiglie si presentano regolarmente per le ore di visita, meno persone indossano  le maschere per il viso e il distanziamento sociale non è sempre rispettato. Molti ospedali, tra cui il Meander Medical Center di Amersfoort e l’Elisabeth Tweesteden Hospital di Tilburg Hospital Group Twente il St Jansdal Hospital di Hardewijk e Dronten e Lelystad hanno affermato di aver aumentato la sicurezza.

Il parlamentare del CDA Joba van den Berg ha definito questa situazione inaccettabile e ha invitato le istituzioni sanitarie a segnalare gli incidenti. “Ovviamente questo non può essere accettato. I dipendenti hanno davvero bisogno di essere salvaguardati” ha dichiarato il parlamentare al quotidiano BNR.

Van den Berg pensa che il governo debba fare di più per sfatare le false credenze sul coronavirus. “Ci devono essere molte più spiegazioni sul perché di certe misure. Le notizie false devono essere smontate con esempi e cifre, perché il coronavirus è davvero molto peggio di una normale influenza. Questo non spetta solo agli ospedali, ma è anche compito del governo”.