Il sito web Rumag, un brand di comunicazione sul web noto per t-shirts e un portale di e-marketing ha smesso di vendere indumenti legati al coronavirus, dopo un servizio andato in onda durante il programma del comico-attivista Arjen Lubach. Con le “camicie corona” la società voleva raccogliere fondi per la Croce Rossa, ma il programma di VPRO ha accusato Rumag di voler fare soldi sulla campagna di raccolta fondi, scrive AD.

Secondo il portale Quote, dietro la vicenda, ci sarebbe un’operazione poco chiara: le t-shirts vendute per 24,95e avrebbero portato 10e ciascuna alla Croce Rossa. In totale, dal lancio della campagna “Corona collection“, sarebbero state 80mila le magliette vendute con la benedizione della star tv Humberto Tan e della star televisiva Chantal Janzen. Ma secondo il portale, Rumag ha fatto una fortuna, approfittando del momento di emozione: i costi, stando ad un’indagine del sito, non avrebbero superato i 3e a t-shirt e il sospetto è che la società abbia lucrato anche sulle spese di spedizione. In totale, quindi, t-shirt pagate meno di 10e., verrebbero vendute a quasi 32euro ciascuna; con appena 10e alla Croce Rossa, rimane un guadagno di quasi 12e a maglietta, con un margine di oltre il 100%. Il sospetto, e questa è l’accusa principale, è che lo status di Onlus della Croce Rossa, abbia consentito al brand olandese di detrarre molto sul piano fiscale.

La piattaforma afferma di essere scioccata dal contenuto del programma e ha lanciato pesanti accuse all’indirizzo della redazione: “Umiliazione del nostro brand su un canale pubblico”, ha dichiarato Thijs van der Heide, CEO di Rumag che respinge le accuse del comico di aver usato la raccolta fondi per farsi pubblicità e per poter ottenere un profitto dalla situazione attuale.

Rumag, dice di aver raccolto oltre 100.000 euro per la Croce Rossa, “e nel 2018 quasi 150.000 euro sono stati raccolti per il Princess Maxima Center. “Lo facciamo attivando i nostri giovani sostenitori e facendoli donare. Con grande successo e di questo siamo orgogliosi. Ma soprattutto NON guadagniamo nulla. “ La società afferma inoltre di aver utilizzato la propria rete per comunicare il messaggio #stay-home a tutti nei Paesi Bassi.

In risposta, Rumag ha affermato che i critici dovrebbero e “leccare il pulsante di un passaggio pedonale” in uno dei testi con puntini che producono. Forse, tuttavia, questa volta hanno esagerato.

Comunque sia andata, l’espisodio di Zondag met Lubach ha avuto un certo impatto