Arriva in parlamento la proposta di obbligare le donne che non possono prendersi cura di un figlio –  a causa di tossicodipendenze, disabilità o malattie psichiatriche – a sottoporsi a impianti o iniezioni contraccettive. La proposta arriva dal gruppo “Comitato per la contraccezione obbligatoria”, fondato da un ex giudice minorile ed ex presidente della corte distrettuale di Rotterdam, Cees de Groot.  

Il comitato permanente vorrebbe promuovere una legge per cui il pubblico ministero e l’ente per la tutela dei minori possano richiedere alla corte di imporre la contraccezione forzata. Secondo Cees de Groot, ciò sarebbe necessario nel caso in cui la donna non voglia volontariamente adottare metodi contraccettivi e sia, allo stesso tempo, un rischio per l’eventuale figlio. In particolare, la proposta riguarda donne con tossicodipendenze, con epatite B o C o con l’AIDS, con malattie o disabilità mentali, o che siano state incriminate in precedenza per abuso di minori.

Secondo il comitato, ci sono centinaia di esempi di donne vulnerabili che potrebbero beneficiare da una legge simile. I dati precisi non sono disponibili per motivi di privacy.

Un portavoce dell’ente per la tutela dei minori ha dichiarato che il loro compito è quello di “intervenire in caso di problemi nella educazione e nella crescita dei bambini. Dopo un’attenta indagine, l’ente può fare richiesta per ottenere misure di protezione per i minori in questione. La decisione spetta a un giudice”.

I commenti del governo e dell’opposizione

Il ministro della salute Hugo de Jonge ha definito la questione “molto complessa e delicata”. “Le situazioni in cui alcuni bambini vengono al mondo possono essere molto preoccupanti. Per questo sarò sempre per la prevenzione della genitorialità in casi rischiosi per il bambino. In alcuni casi sarebbe consigliabile evitare proprio la gravidanza“.

I partiti all’opposizione hanno alcune riserve a proposito della proposta di legge. “Bisogna stare molto attenti nell’imporre delle misure di  sanità obbligatorie. Dall’altra parte, la tutela del minore è una priorità. Comprendo entrambi i punti di vista sull’argomento e so che la questione è problematica. Dovremo chiedere un consulto al Consiglio di Sanità sull’argomento,” ha commentato Maarten Hijink, parlamentare di SP.

Anche Pia Dijkstra, del gruppo parlamentare D66, pensa che sia necessario raccogliere più informazioni sull’argomento. L’elemento di coercizione è quello che crea più problemi, ha detto. Ha definito la situazione “estremamente delicata”.