Mentre il numero di infezioni da omicron aumenta in modo esplosivo, il governo ha deciso di allentare le misure e questo farà circolare il virus più velocemente, dice NOS. Ma con quali sono le conseguenze? E cosa significa per la prossima ondata?

“Quello che stiamo facendo ora è lasciare che il virus si diffonda”, afferma a NOS  Frits Rosendaal, epidemiologo del LUMC. “L’idea era sempre stata quella di limitare il numero di contagi attraverso misure. Quell’idea non sembra più essere prominente”. Al contrario, lo studioso  Marino van Zelst, dell’istituto WUR, fa un ulteriore passo avanti: “Questa è una esplosione incontrollata. Se accetti decine di migliaia di infezioni al giorno, non hai più il controllo”.

L’opinione che si tratti di una situazione abbastanza unica è condivisa da Jacco Wallinga, dell’Istituto di sanità RIVM. “Le misure si stanno allentando, mentre i contagi aumentano vertiginosamente. Puoi chiamarlo incontrollato ma se necessario, i freni saranno comunque applicati. Quindi non si tratta di diffusione incontrollata”.

RIVM ha affermato ieri che l’obiettivo è ancora quello di portare la ratio di contagio R  al di sotto di 1, in modo che l’ondata diminuisca. Ma secondo gli scienziati, l’indirizzo è di ridurre le infezioni senza lockdown o altre misure. L’obiettivo rimane una sorta di immunità di gregge, dice NOS.

Secondo Wallinga, l’ondata calerà grazie alla combinazione di immunità e misure graduali, da introdurre quando e dove fosse necessario per gestire la diffusione. D’altronde, senza misure e con il virus che circola, dice ancora Van Zelts, il picco si raggiunge più facilmente anche se mettendo a rischio il sistema sanitario. Wallinga ha calcolato la scorsa settimana che con l’attuale allentamento, 1500 pazienti Covid potrebbero ancora finire in terapia intensiva all’inizio di marzo, molto più di quanto gli ospedali possano gestire. Ma, notò all’epoca, questo è uno scenario “troppo pessimista”. Tra le altre cose, non si è tenuto conto del fatto che i pazienti omicron trascorrono meno tempo in terapia intensiva rispetto ai pazienti delta.  

Eliminando le regole e lasciando il virus libero di circolare, il rischio di una nuova ondata è molto più piccolo, pensano gli scienziati. “È quasi certo che saremo in forma fino all’autunno”, dice a NOS lo scienziato Rosendaal.

Come Rosendaal anche Marc Van Ranst, il noto virologo della KU Leuven pensa che la fine della pandemia sia dietro l’angolo: “Una volta che avremo questa ondata dietro di noi, saremo nella situazione di un’epidemia annuale di influenza”, pensa. Ma, avverte, non dobbiamo sottovalutarlo. “L’influenza è una malattia pericolosa e mortale,  a volte uccide migliaia di persone ogni anno. Spesso viene interpretata male”.