Le informatrici, incaricate di formare il nuovo governo, hanno incontrato oggi, martedì 23 marzo, le formazioni minori, ossia i partiti con meno di 7 seggi in parlamento, dice il Volkskrant.

L’incontro sarebbe stato con ben nove presidenti di gruppo e tutti hanno espresso la loro opinione su come i risultati delle elezioni dovrebbero essere tradotti nella composizione di un nuovo gabinetto.

Secondo il leader del ChristenUnie Gert-Jan Segers, l’enorme frammentazione alla Camera Bassa richiede un governo stabile e unificante, dice Volkskrant. L’ex partner di coalizione rimane in attesa ma dice che la decisione spetta ai “grandi”, VVD, D66 e CDA.

Il partito per gli animali non governerà con formazioni non ambientaliste e non vede margine con VVD e CDA. La sua coalizione preferita di PvdD, GroenLinks, PvdA e D66 non supera i 46 seggi, dice il quotidiano di Amsterdam.

Se la coalizione di partenza fosse VVD, D66 e CDA, mancherebbero 3 seggi alla maggioranza e a quanto pare, Volt ha cambiato idea: il leader del partito Laurens Dassen si dice “costruttivo” e ora non esclude la possibilità di entrare in un esecutivo. Sarebbe un inedito che un partito nato da poco ed entrato da pochissimo in parlamento esordisse subito al governo, spiega Volkskrant.

Volt ha molti punti in comune con il D66, quindi sarebbe compatibile come partner “junior” progressista.

“Vogliamo un governo stabile che sia sostenibile, progressista ed europeo”, ha detto Dassen. “Abbiamo la responsabilità di vedere quale può essere il ruolo di Volt in questo”.

Unico limite è che Volt non è rappresentato al Senato, e lì la maggioranza, per i tre partiti del Rutte III, è ben lontana.