Alexandre Jacquemin, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

L’energia nucleare, così come è attualmente prodotta in Belgio, non soddisfa, dal punto di vista ambientale, etico e sanitario, i principi dello sviluppo sostenibile, afferma in un parere il Consiglio superiore della sanità (Css).

L’organismo giudica inoltre possibile la chiusura delle centrali nucleari in Belgio a un costo relativamente contenuto, anche in termini di impatto di CO2.

Nel parere, gli esperti ritengono che “da un punto di vista ambientale, etico e sanitario, l’energia da fissione nucleare, così come è attualmente impiegata, non può pretendere di soddisfare i principi dello sviluppo sostenibile”, scrive RTBF.

Riguardo all’estensione o meno del nucleare oltre il 2025, “il CSS conclude che ci sono argomenti a favore e contro la possibile estensione di due centrali nucleari oltre il 2025, ma che non ci sono ‘elementi eccezionali che’ imporrebbero ‘una scelta in un modo o l’altro”.

Il CSS mette in discussione anche il principio della “crescita illimitata” per realizzare una transizione energetica più verde, come definito nel Green Deal europeo, e chiede una “riflessione su un nuovo paradigma economico estraneo al consumo e su processi creativi di socialità equa e reinvenzione positiva degli stili di vita”, sviluppando “processi di innovazione nella gestione del bene pubblico”, scrive il portale francofono belga.

La pubblicazione di questo parere arriva in un momento in cui il governo federale deve decidere a novembre la chiusura parziale o totale dei reattori nucleari belgi entro il 2025 e una settimana prima della COP26.