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Consigliere comunale di Eindhoven arrestato in Turchia. E’ accusato di sostenere il movimento curdo PKK

Il capogruppo dell’SP nel consiglio comunale di Eindhoven è in carcere in Turchia. Murat Memis è stato arrestato più di un mese fa ad Antalya e dopo quattro giorni di prigione, è stato rilasciato ma non può lasciare il paese.

Il sindaco di Eindhoven, Jorritsma ha informato stasera il consiglio dell’accaduto. “Murat Memis è sospettato dalle autorità turche di essere un membro del PKK”, ci spiega Miriam Frosi, consigliera comunale ad Eindhoven di origini italiane, che ha saputo stasera dell’arresto del collega.

Secondo la Frosi, il sindaco si è limitato a riferire al consiglio comunale della situazione, spiegando che l’arresto è avvenuto a fine aprile ma le autorità hanno preferito non divulgare l’informazione per non compromettere la delicata situazione di Memis.

Memis -di origini curde- attivo nel Brabante nel business dei funghi, si è recato ad Antalya il 28 aprile per motivi di lavoro. Due giorni dopo è stato arrestato in un ristorante. La moglie e i due figli hanno potuto lasciare il paese.

Parliamo di un politico dalle posizioni radicali? Non nell’esperienza della Frosi: “E’ molto di sinistra ma per come lo conosco è una persona tranquilla che lavora molto duramente. Almeno in consiglio non è mai emerso alcun elemento che potesse far pensare a qualcuno coinvolto con il reclutamento di combattenti”. Per il momento, spiega a 31mag la consigliera italo-olandese, il comune di Eindhoven non farà passi formali per lasciare spazio al governo.

Dopo essere riuscito a entrare in contatto con la rappresentanza olandese in Turchia, a Memis è stato assegnato un avvocato. Ora è nella città di Diyarbakir, nel sud-est della Turchia, dove è in attesa di giudizio.

Secondo il corrispondente dalla Turcha di NOS, Lucas Waagmeester le accuse contro Memis si basavano principalmente sull’attività sui social media, come i retweet di post degli attivisti curdi in Europa.

Memis è accusato di essere attivo nel “reclutamento in Europa” del PKK. Non è chiaro cosa significhi e non ci sono prove a sostegno. Si afferma anche che è membro di un “centro curdo”, che non è ulteriormente specificato.

Il Ministero degli Affari Esteri ha annunciato di conoscere il caso. C’è un contatto stabilito con lui e lui riceve assistenza “dove necessario e possibile”, ha affermato NOS. Il ministero sottolinea che i Paesi Bassi non possono interferire con la giustizia turca.


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