Quando il numero di contagi dovesse scendere al livello più basso, il governo potrebbe dare il via libera alla sperimentazione di eventi “a prova di corona”:  il settore dei concerti potrà avviare esperimenti di “laboratorio sul campo”. Cosa significa? Un team organizzerà eventi in teatri, stadi e sale da concerto con la consulenza del governo, dell’OMT e di esperti del settore. Si parla, addirittura, di due eventi allo Ziggo Dome, dice 3voor12.

Il responsabile del progetto Pieter Lubberts spiega: “Lavoreremo in bolle, gruppi chiusi di persone dove ogni gruppo avrà il suo ingresso, i propri servizi igienici, il proprio bar. Costituiremo cinque gruppi di 250 persone e uno di 50. Un gruppo dovrà indossare una mascherina per tutta la sera, un altro solo quando si aggira per il locale. Un gruppo deve sedersi sulle sedie, un altro può stare in piedi. Qual è il comportamento di queste persone? Rispettano le misure? Con che frequenza e per quanto tempo le persone entrano in contatto tra di loro? Per misurare [il loro comportamento], le persone riceveranno un tag da noi, una specie di portachiavi elettronico. In programma anche un evento all’aperto.

Il piano, prevede inoltre che i partecipanti abbiano ottenuto responso negativo ad un test Covid entro 48 ore prima dell’evento e la temperatura sarà misurata alla porta. Si è discusso anche di test rapidi all’ingresso ma i tempi per l’esito sono, ancora, relativamente lunghi, e per questo motivo non risulta credibile testare tutti i partecipanti.

Un ostacolo è rappresentato ancora dal “passaporto sanitario”: rispetta la privacy l’obbligo di dover produrre un test medico, insieme al biglietto d’ingresso?