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Un leak di dati, mostrerebbe per la prima volta in che misura i membri del Partito Comunista cinese sono stati parte degli affari economici olandesi in Cina, venendo assunti presso DSM, Philips e Unilever o giganti della tecnologia come ASML e NXP, dice NOS.

I comitati di partito sono un’estensione della leadership del partito negli affari economici e secondo la legge cinese, le società private con più di tre membri del partito assunti sarebbeero tenute a lasciare il posto ai comitati del partito. Le società olandesi con attività a Shanghai ospitano insieme almeno 45 comitati di partito, secondo informazioni precedentemente inedite.

Unilever fino a poco tempo fa, annoverava quasi 450 dipendenti; nella sola Shanghai, sono riuniti attraverso vari comitati sotto la bandiera del Partito Comunista. Almeno 340 dipendenti sono assegnati a uno dei diciannove comitati di partito associati agli uffici e alle fabbriche Philips nella città portuale. La società di consulenza e contabilità KPMG ha 700 membri suddivisi in nove comitati a Shanghai.

I dati segreti, riguarderebbero due milioni di membri del partito, per lo più a Shanghai e dintorni, che sono collegati a oltre 77.000 aziende e agenzie, dice NOS. Dal 2017 sono aumentate le pressioni della direzione del partito per dare voce ai comitati su importanti decisioni aziendali; in alcuni casi, c’è stata anche la richiesta di un seggio al tavolo del consiglio. 

Non è chiaro esattamente da dove provenga il file di dati riservati: “Presumibilmente si tratta di un server locale del Partito Comunista di Shanghai”, ha affermato David Robinson, esperto di sicurezza informatica di Internet 2.0 a NOS.

L’elenco mostrerebbe che il gigante alimentare e chimico DSM a Shanghai aveva due comitati di partito nel 2016 con un totale di 33 membri. È stato anche istituito un comitato di partito all’interno di ABN Amro (2 membri) e ASML (11).

Tuttavia, d differenza delle società statali cinesi, il potere dei comitati di partito sembra limitato all’interno della maggior parte delle società straniere: in un precedente sondaggio della Camera di Commercio dell’Unione Europea (EuCham), l’associazione di lobby delle aziende europee in Cina, più di un quarto degli intervistati ha affermato che il Partito Comunista è “presente” ma “non esercita attivamente” influenza. 

“La pressione maggiore esercitata dal partito proviene dagli amministratori che, oltre al loro lavoro all’interno dell’azienda, svolgono anche un ruolo all’interno del partito”, dice una fonte nel mondo degli affari. L’influenza dei comitati di partito sembra, al momento, ancora di scarsa importanza.

La maggior parte delle aziende straniere di alta tecnologia in Cina (come è consuetudine anche nelle ambasciate e nei consolati) ha i cosiddetti firewall, dice ancora NOS: solo un numero selezionato di dipendenti, membri del partito o meno, ha quindi accesso alle informazioni sensibili.