Brutte notizie per Airbnb: dopo il crollo delle entrate per la pandemia, il portale di prenotazioni potrebbe essere costretto a risarcire 30.000 clienti olandesi dei “service cost”. Dopo una sentenza del tribunale di Amsterdam che ha applicato alla piattaforma le leggi sugli affitti, quindi gli intermediari non possono chiedere commissioni tanto a guest quanto ad host.

Dopo il caso pilota, vinto qualche mese fa da un guest che ha ottenuto 470e di rimborso da Airbnb, sarebbero 10mila le persone che hanno contattato lo studio legale Twee Heren BV che ha vinto la causa, nella speranza di poter riavere indietro le commissioni. Ogni giorno, dice il direttore Nicolaas Huppes a NOS, sarebbero 100 le persone che si registrano per cercare di riavere i soldi. L’importo che Airbnb rischia di dover rimborsare ammonta a ben 2 milioni di euro.

Ma non solo Twee Heren: sarebbero diverse, da associazioni di consumatori a studi legali privati, le organizzazioni che stanno considerando di avviare una causa contro il portale. I reclami vanno da poco più di 6 euro a migliaia di euro.

Airbnb non sembra preoccupata: a Nos, l’ufficio stampa dice che le decisioni dei giudici di primo grado non sono vincolanti per quelli di gradi successivi. E soprattutto, secondo il portale,  la Corte di Giustizia UE ha stabilito che Airbnb non è un agente immobiliare.

Intanto, gli avvocati che hanno vinto la prima causa, stanno cercando una conferma del verdetto: per il momento hanno presentato 11 richieste per vedere se i giudici confermeranno la giurisprudenza. Se così fosse, darebbero il via anche agli altri,

Consumentenbond e il ConsumentenClaim, invece, avrebbero scelto la strada della class action.