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Commissioni di Airbnb in Olanda illegali, i turisti possono reclamarle. il portale: facciamo ricorso

Mazzata per Airbnb in Olanda: se la decisione di un tribunale olandese fosse confermata da giudici di grado superiore, il colosso delle prenotazioni alberghiere potrebbe dover restituire 200 milioni di euro di “booking fees” dai suoi clienti nei Paesi Bassi. Il tribunale distrettuale di Amsterdam ha dichiarato oggi, 9 marzo, che la piattaforma viola la normativa olandese che proibisce agli intermediari di percepire commissioni da entrambe le parti, in una transazione commerciale.

A Airbnb è stato ordinato di rimborsare € 470 in spese a un cliente che ha portato la società in tribunale ma la sentenza si applica a tutte le prenotazioni effettuate da turisti nei Paesi Bassi, secondo l’avvocato Nicolaas Huppes. Il legale che ha proposto il caso, ha dichiarato a Het Parool che Airbnb ora, rischia di dover risarcire chiunque abbia prenotato una camera o un appartamento nei Paesi Bassi e avesse dovuto pagare il 15% di commissione, a partire dal 2015. Secondo la sentenza, infatti, Airbnb può trattenere solo la commissione del 3,6% applicata ai proprietari.

E la questione, stando al quotidiano di Amsterdam, non è di poco conto: i giudici, infatti, avrebbero argomentato la decisione in un testo di 16 pagine che fa riferimento ad una sentenza del 2015 che aveva dichiarato illegali le “doppie commissioni”: secondo la corte suprema, in quel pronunciamento, la decisione si applicava a tutti i beni immobili, alla mediazione per le agenzie di lavoro e ai prodotti finanziari, tra i quali  Airbnb.

Huppes ha dichiarato che ora raccoglierà i reclami individuali e collettivi di chi vuole la commissione indietro; stando all’articolo, l’avvocato dice di aver già ricevuto centinaia di richieste del valore medio di 200e. Perchè, sostiene, Airbnb difficilmente pagherà spontaneamente.

Dal canto suo, la società americana ha già fatto sapere che presenterà ricorso contro la decisione: i giudici di Rotterdam e Utrecht, infatti, avrebbero già bocciato richieste simili e inoltre, la sentenza -sostiene Airbnb- violerebbe la normativa UE perchè il portale non è considerato un intermediario.