Il COA, l’amministrazione che si occupa di gestire i centri per richiedenti asilo in Olanda ha sbagliato a respingere la richiesta di lavoro di una donna musulmana che si rifiutava di stringere la mano agli uomini, per motivi religiosi. Lo ha stabilito la Commissione diritti umani (College voor de rechten van de mensen) valutando che le motivazioni addotte dal COA sarebbero da considerare discriminazione.

L’amministrazione, prosegue il College voor rechten van de mensen, avrebbe giustificato il rifiuto della posizione alla donna, perchè l’accoglienza presso i centri per richiedenti asilo -dice il COA- dovrebbe essere caratterizzata da neutralità sul piano religioso. Il rifiuto di stringere la mano agli uomini, al contrario, non andrebbe in quella direzione.

Ma la Commissione, un’organismo consultivo con il compito di indagare in Olanda casi di violazione dei diritti umani, ritiene che il dovere di neutralità dell’amministrazione -in questo caso- non verrebbe messo a rischio dal precetto religioso rispettato dalla donna, già da tempo volontaria presso la struttura. La Commissione nel suo parere ha sottolineato che il rifiuto di stringere la mano, come non aveva rappresentato un ostacolo per l’attività della signora quando non era retribuita, a maggior ragione non dovrebbe ora per una posizione pagata.

Per il College, inoltre, la donna non avrebbe abbassato lo standard di accoglienza richiesto dall’ufficio perchè in ogni occasione sarebbe stata sua premura spiegare le ragioni del gesto.

Non è la prima volta che la Commissione diritti umani si occupa di discriminazione nelle assunzioni da parte del COA. Di recente, il College si era trovato a discutere il caso di un transgender al quale era stata rifiutata una posizione presso un centro per richiedenti asilo, perchè la sua presenza avrebbe potuto mettere a disagio i rifugiati; anche in quel caso, il parere andò in direzione opposta alla decisione del COA.