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La decisione dell’Università di Eindhoven di restringere l’accesso a certe posizioni solo alle donne, nel tentativo di aumentare la rappresentanza femminile, è illegale. Lo ha stabilito il College van de Rechten van de Mens, la commissione diritti umani, un organo consultivo investito del caso.

L’ateneo del Brabante, aveva stabilito lo scorso anno che le posizioni, per un periodo di 18 mesi, sarebbero state aperte solo alle donne nel tentativo di migliorare l’equilibrio di genere. Se un posto vacante non fosse riuscito ad attrarre candidate idonei entro sei mesi, sarebbe stato aperto anche agli uomini.

Le nuove assunte, inoltre, avrebbero ricevuto un fondo di 100.000e che possono utilizzare per le proprie ricerche e un programma di tutoraggio speciale. L’università è stata trascinata davanti al Comitato dall’ufficio antidiscriminazione dell’ateneo che ha dichiarato di aver ricevuto oltre 50 denunce. Mentre dare precedenza a un sesso rispetto a un altro non è illegale in sé, è possibile solo in condizioni rigorose, ha affermato il consiglio per i diritti umani nella sua sentenza.

L’università, ha scritto il Comitato nella sentenza, deve dimostrare di aver provato tutte le altre strade possibili, prima di optare per una “discriminazione positiva”. Inoltre, il bando conteneva diverse incongruenze: perchè estendere il women only a tutti i dipartimenti? Secondo il Comitato, infatti, l’equilibrio di genere, in alcune discipline è più vicino rispetto ad altre.

La sentenza non è vincolante ma ha il suo peso in procedimenti presso tribunali ordinari.