Photo: Tweede Kamer
La terza chiusura delle scuole e il coprifuoco durante la pandemia erano inevitabili, secondo l’ex primo ministro olandese Mark Rutte, ascoltato nuovamente dalla commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione del coronavirus.
Rutte ha spiegato che nel dicembre 2021 gli ospedali erano già vicini alla saturazione e che la diffusione della variante Delta era stata seguita dall’arrivo di Omicron. Secondo l’ex premier, se Omicron fosse stata grave quanto Delta, il sistema sanitario sarebbe arrivato al cosiddetto «codice nero».
Alla domanda della commissione sul perché non fossero state valutate alternative alla chiusura delle scuole, Rutte ha risposto che «non ce n’erano»: secondo lui erano già state utilizzate tutte le misure disponibili. Le scuole rimasero chiuse per una settimana in più rispetto alla normale pausa natalizia. Omicron si rivelò poi molto meno grave delle varianti precedenti.
Rutte ha definito inevitabile anche il coprifuoco, nonostante la forte limitazione della libertà di movimento. La decisione fu motivata soprattutto dalle previsioni sull’impatto che la misura avrebbe potuto avere sui contagi e, di conseguenza, sulla pressione sugli ospedali.
L’ex premier ha però ammesso che, guardando indietro, il governo avrebbe dovuto riflettere più spesso sulle conseguenze delle proprie decisioni e coinvolgere maggiormente il Parlamento. Secondo Rutte, durante una crisi prolungata sarebbe stato opportuno organizzare ogni sei-otto settimane momenti di valutazione separati dal processo decisionale quotidiano.
Mercoledì sarà ascoltato Ernst Kuipers, mentre giovedì toccherà ad Anja Schreijer, nell’ultima settimana delle audizioni dell’inchiesta parlamentare sulla gestione della pandemia.







