In un pezzo di opinione pubblicato sul quotidiano Volkskrant, lo storico Thierry Baudet e l’imprenditore Erik De Vlieger, due volti del comitato referendario per il No, riunito nell’organizzazione ombrello “Geen Peil” lamentano l’atteggiamento del gabinetto Rutte nei confronti del governo ucraino, anche dopo che il comitato ha raccolto le firme necessarie per la consultazione. Secondo Baudet e De Vlieger, durante la visita nei Paesi Bassi dello scorso novembre, il presidente Petro Poroshenko avrebbe risposto ad una domanda della stampa, sostenendo che il referendum olandese non avrebbe influito sul trattato di associazione con l’UE. In quell’occasione, Mark Rutte non commentò. A mandare su tutte le furie i due esponenti del comitato, però è stata Brussels: durante l’ultima conferenza stampa del 2015, tenuta dalla Commissione Europea si annunciò che il Trattato di Associazione con l’Ucraina per la creazione dello spazio di libero scambio, sarebbe entrato in vigore dal I gennaio 2016. I trattati di Associazione sono considerati come l’anticamera per la piena adesione. A rincarare la dose, poi, è arrivato lo stesso Poroshenko che in un tweet annunciava la conclusione del processo di ratifica da parte di tutti i paesi UE. A questo punto, lo storico e l’imprenditore, si chiedono nel pezzo: davvero il processo di ratifica è stato completato? Secondo loro, il mezzo milione di firme raccolte dal comitato Geen Peil, nonostante il referendum abbia valore solo consultivo, avrebbe vincolato l’esecutivo alla consultazione prima di eventuali decisioni. In parole povere: che la gente decida alla fine di votare si o no, poco cambia. Ma il governo non può ratificare nulla se il referendum prima che abba luogo il referendum. Altrimenti, si chiedono i due opinionisti, lo strumento referendario, introdotto in Olanda di recente, rischia di trasformarsi in una farsa. Per questo motivo, minacciano il governo di azioni legali, che probabilmente non sortirebbero alcun effetto, ma lascerebbero un problema a monte aperto: perchè nessuno ha smentito Poroshenko dato che ad oggi, manca ancora lo strumento di ratifica dei Paesi Bassi? Per inciso, quello italiano è arrivato l’11 dicembre 2015 ma la proclamazione di validità del mezzo milione di firme ha di fatto messo in “stand-by” la posizione olandese.