The Netherlands, an outsider's view.

The Netherlands, an outsider's view.

FOCUS

Come vengono eletti i sindaci olandesi?

In Italia, il sistema elettorale in vigore dal 1993, ha affidato agli elettori il compito di scegliere il primo cittadino, scavalcando -in un certo senso- le decisioni mediate dei partiti e contribuendo a personalizzare lo scontro politico. Oltre al nostro Paese, il sindaco viene eletto direttamente nei comuni in Polonia, Romania, Slovacchia e Bulgaria. In Europa occidentale, a parte il nostro paese e l’Inghilterra (ma solo nelle grandi città), il primo cittadino è espressione del partito vincitore della tornata elettorale.

E in Olanda? Sorprendentemente, il sistema utilizzato nei Paesi Bassi (e anche in Belgio e Lussemburgo) è il meno democratico dell’UE: il burgemeester, infatti, non viene eletto dal popolo e non è espressione della maggioranza uscita vincitrice dalle urne ma un funzionario nominato dalla corona seguendo le indicazioni del governo. Un sistema, quest’ultimo, analogo a quello previsto in Italia ai tempi dello Statuto Albertino. I sindaci sono, solitamente, membri di un partito politico, e restano in carica 6 anni. Nel 2000, quando il Regno Unito introdusse l’elezione diretta dei mayors, venne presentato un analogo disegno di legge nei Paesi Bassi; approvato alla camera, si arenò tuttavia al Senato, decadendo poi a fine legislatura.

Nonostante l’orientamento maggioritario odierno sia per l’elezione diretta del burgemeester, i sindaci olandesi vengono ancora indicati dalla corona attraverso un macchinoso meccanismo: una commissione governativa provinciale sottopone al consiglio comunale una lista di candidati dalla quale i rappresentanti eletti dal popolo scelgono un nome. Quel nome verrà poi suggerito al ministro dell’Interno. Prassi vuole che il governo segua le indicazioni (non vincolanti) del gemeente.