di Massimiliano Sfregola

Photo credit: hulptroepen.nu

Cosa c’entrano un filantropo, il partito cristiano-democratico e una fornitura milionaria di mascherine? Sembra un plot per personaggi di una serie di Netflix ma in un periodo storico in cui la realtà si modella sulle fiction (e non più viceversa) sono, al contrario, i protagonisti di una vicenda reale che da settimane sta tenendo banco nell’arena politica olandese. Il nucleo sono un’ingente fornitura di mascherine per i Paesi Bassi dalla Cina -durante la prima ondata della pandemia- e un giovane filantropo con buone amicizie nel governo. 

E’ importante avere buoni amici

Tutto è iniziato due settimane fa, quando il quotidiano Volkskrant ha pubblicato un articolo a proposito di un contratto di fornitura da €100m di euro per l’acquisto di 40 milioni di mascherine in Cina, che il ministero della salute avrebbe firmato con l’intermediazione di Sywert van Lienden, un giovane imprenditore-filantropo fondatore dell’organizzazione senza scopo di lucro Stichting Hulptroepen Alliantie che aveva acquistato le mascherine per poi rivenderle al ministero olandese. Almeno sulla carta, si trattava di un’operazione di tipo “umanitario”: la crisi Covid era all’inizio, l’Olanda lottava con una carenza enorme di mascherine e questa operazione, che ebbe una certa eco mediatica, venne promossa anche da KLM e Cool Blue.

Il protagonista principale di questa vicenda è Sywert van Lienden, classe ’90, un personaggio attivo in quella terra di mezzo delle lobby e dell’associazionismo che fiancheggia la politica. In passato è stato una giovane promessa del rinnovamento politico nazionale, oggi van Lienden scrive editoriali su testate nazionali, appare spesso in televisione e si è radicato bene in ambienti prossimi ai cristiano-democratici CDA, partito di governo del quale avrebbe contribuito a scrivere il programma. “Un po’ giornalista, un po’ stratega politico, un po’ imprenditore – ma soprattutto brand”, così lo definisce NRC. Proprio grazie ai suoi contatti avrebbe ottenuto il canale preferenziale per il famigerato accordo sulle mascherine.