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Come è scattato il protocollo di emergenza a Schiphol?

Prima il panico, a livello mondiale; poi -all’improvviso- la smentita. E’ stato solo un falso allarme. Anzi no: si l’allarme è stato dato ma il pilota del velivolo iberico Air Europa aveva tutte le intenzioni tranne quelle di far scattare una delle più serrate e militari procedure che possano scattare in un aeroporto.

Air Europa, ha affermato di aver attivato “un avvertimento” “lanciando protocolli di dirottamento all’aeroporto”. Cosa vuol dire, effettivamente? Il protocollo di emergenza non si attiva con la semplice pressione di un pulsante, spiega NOS dopo aver parlato con alcuni esperti. Secondo tecnici dell’aviazione, ci sono tre modi in cui un pilota può farti sapere che sta avvenendo un dirottamento: il modo più semplice è informare la torre via radio.

Se ciò non è possibile, il pilota può utilizzare una frequenza di emergenza concordata a livello internazionale. Un pilota può selezionarlo e la frequenza viene quindi monitorata dal controllo del traffico aereo.

La terza opzione è più simile a un pulsante di emergenza e occupa il transponder dell’aereo, la ricetrasmittente installata sui velivoli: con quel transponder puoi inviare un codice di quattro cifre dalla cabina di pilotaggio al controllo del traffico aereo. Nel caso in questione, il codice è 7500. Chi riceve alla torre di controllo quel codice sa che un dirottamento è in corso.

Sono anche in uso codici simili a quelli: 7.700 per una situazione di emergenza generale e 7.600 per indicare che non sarà possibile connettersi al controllo del traffico. Ciò che potrebbe essere accaduto è che qualcuno dalla cabina abbia inserito, inavvertitamente, un codice rispetto ad un altro.

Il perchè è ancora oggetto di indagine ma c’è chi specula possa essersi trattato di un errore avvenuto durante una fase di dimsotrazione a scopo di “training”

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