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Un gruppo di ragazzi di origine africana gli  Unité Dignité Courage (UDC), percorre da giorni le strade dell’Europa per riprendere l’arte che i colonialisti rubarono ai loro antenati. Uno di loro, Mwazulu Diyabanza Siwa Lemba è stato arrestato in diverse città Europee per aver portato via dai musei, oggetti Africani presi in modo illecito in epoca coloniale.

La sua rabbia nei confronti dei colonizzatori di un tempo e di tutto quello che strapparono via all’Africa, nasce dal passato della sua famiglia Il suo bisnonno era uno dei governatori più fedeli al re dello Zaire, nel 1800′ i colonizzatori Portoghesi e olandesi gli portarono via tutto. Mwazulu ha sentito il bisogno di riprendersi quegli oggetti quando la madre gli raccontò come i colonizzatori avessero strappato dal polso del nonno i suoi braccialetti, per poi prendere il suo scettro cerimoniale e il suo manto di leopardo.

Mwazulu ha provato a riprendere gli oggetti di famiglia dalla sua adolescenza, non li ha ancora trovati, ma non è pronto ad arrendersi.

Mwazalu fa parte dell’organizzazione  Unité Dignité Courage (UDC), formata da giovani Africani pronti a sensibilizzare l’Occidente sui danni causati dal colonialismo. Il 10 settembre, insieme ad alcuni membri, ha camminato nel museo Afrika in Berg en Dal e preso alcuni artefatti in mostra. L’evento è stato filmato in diretta su Facebook.  Migliaia di persone in tutto il mondo hanno assisto a Mwazulu, avvolto in una giacca nera, prendere il pezzo, stringerlo al petto e poi uscire dal museo. Il filmato è finito quando la polizia è arrivata, gli ha strappato il pezzo dalle mani e lo ha ammanettato.

Mwazulu non è d’accordo con chi parla di questi artifatti come “sculture”, queste non sono semplici sculture ma parte della storia Africana, dell eredità lasciata dagli antenati. Questi oggetti non devono essere esposti  nei musei, non è il motivo per cui sono nati, dice.