I college e le università in tutto il Paese continuano ad aumentare le ore di lezione ed i corsi in lingua inglese: lo dicono i ricercatori della Dutch Academy of Sciences KNAW a margine di uno studio  commissionato dal ministro per l’educazione Jet Bussemaker.

Secondo KNAW la qualità dell’insegnamento sarebbe a rischio poiché sarebbero al momento assenti i controlli per verificare l’effettivo standard di inglese impiegato nei corsi.

Gli insegnanti, per poter insegnare in inglese, devono passare un test di lingua che ne accerti l’effettiva padronanza del linguaggio, ma come evidenziato dai ricercatori del KNAW, il risultato del test non garantisce che i docenti abbiano la stessa padronanza anche nell’insegnamento. Gli studenti che non hanno una buona padronanza dell’inglese, inoltre, sono meno portati a porre quesiti. In questo modo la discussione e il dibattito in aula rischiano di diventare più difficili.

“La scelta della lingua per l’insegnamento deve essere presa responsabilmente e non è scontata. La qualità dei corsi deve essere il fattore principale e decisivo”, queste le parole dei ricercatori a commento dei risultati.

Dei 158.000 studenti dell’anno accademico 2015/16, il 20% ha seguito dei corsi in inglese, il 64% in olandese mentre il 16% ha seguito entrambi. Il numero dei corsi in inglese, comunque, differisce da università ad università: per esempio nell’Università di Twente i corsi in inglese sono circa il 60%, mentre a Radboud i corsi in olandese sono il 94%. Se consideriamo i corsi di master, il 70% dei 96.000 studenti ha frequentato nell’anno accademico 2015/16 dei corsi in inglese e solamente il 18% in olandese. Università come quelle di Delft e Wageningen non offrono, ad esempio, alcun master in olandese.